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Imprese “in rosa”, in provincia di Asti sfiorano il 23%

Il bilancio 2019 ricavato dai dati delle Camere di commercio piemontesi. Dardanello: "Rivestono un ruolo fondamentale nell'economia del territorio"

Le imprese “in rosa” nell’Astigiano

In provincia di Asti le imprese femminili rappresentano il 22,9% del totale delle aziende e, al 31 dicembre 2019, segnano un – 1,3% rispetto al 2018.
Emerge dai dati del Registro imprese delle Camere di commercio piemontesi, relativi appunto al 2019, diramati nei giorni scorsi.

Il quadro regionale

Le imprese femminili con sede in Piemonte si attestano a 96.591, in leggera diminuzione rispetto alle 97.137 di fine 2018. Le aziende in rosa rappresentano una fetta importante del tessuto imprenditoriale regionale, raggiungendo una quota del 22,5% delle imprese complessivamente registrate in Piemonte. In generale si può dire che operano prevalentemente nei settori del commercio, dell’agricoltura e dei servizi alla persona. Nell’11% dei casi sono guidate da straniere, nell’11,2%, da giovani imprenditrici.
Nel corso del 2019, il Registro imprese ha segnato, a livello regionale, la nascita di 7.026 imprese femminili, a fronte delle 7.477 che hanno, invece, cessato la propria attività (al netto delle cancellazioni d’ufficio). Il saldo tra i due flussi è risultato, dunque, negativo per 451 unità, traducendosi in un tasso di crescita del – 0,5%.
Sebbene il dato sia analogo a quello del sistema imprenditoriale valutato nel suo complesso (-0,4%), l’imprenditoria femminile piemontese manifesta una maggiore vivacità, sia in termini di natalità (tasso del 7,3%, a fronte del 6,1% registrato per il totale delle imprese) che di mortalità (tasso del 7,7%, contro un 6,4%).

Il commento di Ferruccio Dardanello

«L’imprenditoria femminile – commenta Ferruccio Dardanello, vice presidente vicario di Unioncamere Piemonte – riveste un ruolo fondamentale nell’economia del territorio, mostrando una tenacia che sorprende da anni. Il Sistema camerale dedica un’attenzione particolare alle imprenditrici, occupandosi di sviluppo e qualificazione della presenza delle donne nel mondo dell’imprenditoria, promuovendo azioni per il miglioramento dell’accesso al credito, realizzando attività di formazione e indagini conoscitive per analizzare le dinamiche che caratterizzano il legame donna-impresa».
Analizzando la dinamica espressa dalle imprese “in rosa” nel corso nel 2019 emerge come, a fronte di una lieve flessione complessiva, esistano rilevanti differenze settoriali.
Le imprese femminili hanno subito una consistente contrazione nel comparto agricolo (- 3%) e nel commercio (- 2,5%). Stabili le imprese femminili del settore delle costruzioni e dell’industria manifatturiera (entrambe registrano un tasso di crescita pari a + 0,1%). In crescita il dato del comparto turistico che comprende le imprese di alloggio e ristorazione (+1,2%), quello delle imprese in rosa degli altri servizi (+1,5%) e quello delle attività finanziarie e assicurative (+2,0%). Le attività immobiliari (+0,8%) registrano un tasso inferiore al punto percentuale.
Le imprese femminili evidenziano, infine, i risultati più brillanti nel noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese (+3,9%) e nei comparti delle attività professionali scientifiche e tecniche (+3,2%).

I dati provinciali

L’analisi territoriale rivela come la componente femminile assuma una rilevanza maggiore nei sistemi imprenditoriali di Alessandria (23,4% delle imprese provinciali), Verbania (23%) e Asti (22,9%) L’incidenza delle imprese “in rosa” scende al 22,7% a Cuneo, al 22,4% a Torino, fino al 20,7% a Biella.
Quanto alla dinamica esibita nel corso del 2019, si evidenziano variazioni seppur debolmente negative per la maggior parte delle province. I dati più critici riguardano Biella (-1,5%), Asti (-1,3%) e Cuneo (-1,3%). Stazionarietà si rileva per le imprese in rosa di Torino (+0,1%) e Verbania (+0,1%).

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