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Intercultura tra rientri anticipati e programmazione dei soggiorni all’estero

Otto ragazzi astigiani hanno dovuto interrompere l'esperienza a causa della pandemia, prendendo poi parte agli incontri on line organizzati dai volontari dell'associazione

Intercultura tra rientri anticipati e nuovi programmi

L’emergenza sanitaria causata dal Coronavirus ha interrotto, con alcuni mesi di anticipo, i soggiorni all’estero degli studenti astigiani partiti con Intercultura. Una esperienza desiderata, per la quale si erano preparati a lungo, ma che non hanno potuto portare a termine, almeno nelle modalità previste, per la tutela della propria salute.
Il rientro forzato ha riguardato, nello specifico, otto studenti astigiani che stavano partecipando, dall’estate 2019, a programmi annuali in Brasile, Repubblica Dominicana, India, Stati Uniti, Russia e Nuova Zelanda. Gli altri 5 ragazzi partiti lo scorso agosto, infatti, avevano scelto programmi più brevi, per cui hanno potuto terminare regolarmente l’esperienza.
«Il rientro anticipato – spiega Raffaele Pirola dell’ufficio stampa di Intercultura – è avvenuto nel corso del mese di marzo. Ovvero quando, dopo la dichiarazione di pandemia da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’AFS Intercultural Programs, l’organizzazione internazionale a cui Intercultura è affiliata, ha deciso di terminare anticipatamente i programmi di scambio in tutto il mondo per la tutela della salute dei ragazzi. E’ stato un lavoro molto difficile, che per noi ha visto il rientro a casa di oltre 1.200 ragazzi italiani che si trovavano in oltre 60 Paesi. Abbiamo lavorato di concerto con la Farnesina, soprattutto quando erano coinvolti Paesi, come l’Honduras, che avevano imposto particolari restrizioni. Abbiamo cambiato le date dei biglietti aerei di ritorno (laddove possibile) oppure organizzato voli charter, sempre a nostre spese».
Il tutto con la consapevolezza del rammarico dei ragazzi. «I nostri programmi all’estero – continua – non sono semplicemente soggiorni per acquisire la padronanza di una lingua straniera, ma percorsi di crescita. Quindi sappiamo quanto sia stato doloroso interrompere bruscamente un’esperienza di vita proprio nel momento in cui si cominciavano ad ottenere i benefici maggiori. Per questo, dopo il ritorno a casa, abbiamo cercato di intervenire con iniziative a distanza attuate dai volontari dei vari Centro locali, tra cui quello di Asti, presieduto da Monica Pedrotto».
Al posto del tradizionale weekend di incontro a livello regionale – organizzato al rientro dei ragazzi e denominato “esperienza del narritorno” – sono stati promossi incontri on line per raccontare l’esperienza vissuta e dare un senso di compiutezza all’esperienza. «Inoltre – conclude Pirola – abbiamo prodotto due importanti certificazioni per riconoscere il percorso scolastico effettuato all’estero e ufficializzare la valutazione in base alle esperienze vissute e alle competenze maturate, da consegnare alla scuola italiana di appartenenza».

I programmi futuri

Ora, quindi, la fondazione guarda ai programmi per il prossimo anno scolastico 2020/21. Da Asti dovrebbero partire 5 studenti, due per gli Stati Uniti e gli altri per Canada, Finlandia, Thailandia.
«La loro situazione – conclude Pirola – sarà rivalutata nelle prossime settimane, quando avremo un quadro più chiaro delle effettive possibilità di realizzare il programma all’estero, tenendo conto della disponibilità delle scuole e delle famiglie straniere ad accogliere gli studenti e delle normative di sicurezza che regolamenteranno i viaggi internazionali».
Dal 1° settembre, inoltre, riapriranno le iscrizioni alle selezioni per chi è interessato a frequentare all’estero l’anno scolastico 2021/22. Di solito il programma prevede per l’Italia 2.200 posti, numero che potrebbe essere ricalibrato in base all’effettiva disponibilità dei Paesi alla luce delle normative anti contagio.

Gli studenti stranieri ad Asti

Non va dimenticato, infine, che Intercultura prevede anche soggiorni in Italia per studenti stranieri. Nell’Astigiano, prima dello scoppio della pandemia, erano presenti sei ragazzi che stavano frequentando l’anno scolastico o un periodo più breve. Provenienti da Argentina, Australia, Cina, Finlandia, India, Thailandia, sono rientrati anticipatamente nei Paesi di origine lo scorso febbraio.
«La data di partenza del prossimo programma di ospitalità in Italia, per l’anno scolastico 2020/21 – conclude Pirola – sarà posticipata di qualche mese, in funzione anche della data di riapertura delle scuole in Italia. Già da ora, comunque, le famiglie interessate ad ospitare uno studente possono trovare sul sito di Intercultura tutte le informazioni e il link per candidarsi».

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