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“Non possiamo garantire lo sconto del 10% se il buono spesa si trasforma in buono pasto”

La posizione delle tre sigle associative della grande distribuzione sulla misura a favore delle famiglie in difficoltà

L’intervento della grande distribuzione

“Siamo disponibili a fare la nostra parte, applicando lo sconto fino al 10% in aggiunta al valore dell’importo dei buoni spesa. Ma non applicheremo tale sconto se la modalità prevista dai Comuni per questa importante azione di solidarietà fossero i buoni pasto”.
Federdistribuzione, Ancc-Coop e Ancd-Conad, ovvero le tre sigle associative della grande distribuzione, confermano la disponibilità già manifestata di applicare lo sconto fino al 10% in aggiunta al valore dell’importo del buono spesa, la misura disposta dal Governo per venire incontro alle famiglie in difficoltà e affidata per le modalità operative alle singole amministrazioni comunali. Al tempo stesso, però, escludono fin da ora la possibilità di applicare tale sconto nel caso in cui i Comuni ricorressero per tale scopo all’uso di buoni pasto tradizionali.

La posizione delle sigle associative

L’intero settore della distribuzione moderna, e del commercio al dettaglio, durante una conferenza stampa congiunta  a febbraio aveva già denunciato “i costi aggiunti che gravano sul valore di ogni buono pasto a carico degli esercenti, una tassa occulta pari al 30% del valore che rende impossibile procedere in tal senso”. “Si corre il rischio –proseguono Federdistribuzione, Ancc-Coop e Ancd-Conad – che un gesto importante di solidarietà verso le persone diventi un aggravio impossibile da sostenere fino al punto di non poter essere erogato”.

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