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Primo Maggio: Cgil, Cisl e Uil sul web “per costruire il futuro”

Venerdì la Festa dei lavoratori sarà celebrata con un evento on line in collaborazione con "La nuova provincia"

Festa dei lavoratori on line

Nessuna bandiera sventolante, nessun corteo per le vie del centro, nessun comizio in piazza. Tuttavia, venerdì 1° maggio, la tradizionale Festa dei lavoratori – organizzata ogni anno da Cgil, Cisl e Uil – sarà celebrata ugualmente.
“La nuova provincia”, infatti, ha accolto con piacere la proposta dei sindacati di organizzare un evento on line per l’occasione. Sulla nostra pagina Facebook e sul sito www.lanuovaprovincia.it, venerdì 1° maggio dalle 9.30, sarà possibile seguire questo appuntamento. Una versione “a distanza” della tradizionale manifestazione sindacale unitaria, che quest’anno sarà all’insegna dello slogan “Il lavoro in sicurezza: per costruire il futuro”.

La locandina dell’evento

Il programma

Ricco il programma dell’evento – moderato dalla giornalista Elisa Ferrando e curato a livello tecnico dal collega Riccardo Santagati – che vedrà protagonisti i vertici territoriali delle tre organizzazioni sindacali: Luca Quagliotti, segretario generale Cgil di Asti; Marco Ciani, segretario generale Cisl Alessandria – Asti e Armando Dagna, segretario generale Uil Asti- Cuneo.
Dopo i saluti istituzionali del sindaco Maurizio Rasero, la parola passerà a Fiorella Carpino, soccorritrice dipendente della Croce Verde, oltre che cantante e attrice. Per l’occasione parlerà della canzone collettiva, da lei ideata e realizzata con il contributo di numerosi altri musicisti astigiani, intitolata “Domani A(rti)STI 2020” e dedicata a soccorritori, medici e infermieri impegnati nell’emergenza sanitaria.
A seguire, il dibattito con i tre segretari generali Luca Quagliotti, Marco Ciani e Armando Dagna. Diversi gli aspetti che verranno trattati, legati ovviamente al contesto attuale dominato dall’emergenza sanitaria.
Seguirà un riferimento alle recenti celebrazioni del 25 Aprile, con l’intervento del presidente provinciale ANPI Paolo Monticone seguito dal video “La storia siamo noi”, prodotto dalla Rai nel 2015 per la trasmissione “Viva l’Italia”, dedicata ai 70 anni della Liberazione, e tornato virale nelle scorse settimane.
Quindi, dopo le conclusioni del segretario generale Cisl Piemonte Alessio Ferraris, a nome dei tre sindacati, concluderà l’evento il messaggio collettivo finale di vari sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil di Asti.
«Questo appuntamento – commenta Stefano Calella, segretario generale aggiunto Cisl Alessandria – Asti – contiene un messaggio bello. Ovvero, il fatto che teniamo molto alla nostra piazza e alla Festa dei lavoratori, che non è mai saltata. Di conseguenza abbiamo pensato di celebrarla anche quest’anno, in maniera innovativa».

Ciani (Cisl): «La coesione per il rilancio del territorio»

Tante e significative le preoccupazioni dei sindacalisti in vista dell’imminente Festa dei lavoratori, dominata dall’emergenza sanitaria.
«Sicuramente – commenta Ciani (Cisl) – quella di quest’anno è la celebrazione del Primo Maggio più difficile mai organizzata in 75 anni. Da, quando, cioè, l’Italia ha riconquistato la libertà».
«Sono tante, infatti, le questioni che ci preoccupano. In primo luogo la salute delle persone, quindi i contraccolpi dell’emergenza sanitaria a livello occupazionale e sociale. Il risvolto economico della pandemia ha notevoli ripercussioni negative su tutti i settori: dal turismo al commercio, dalla manifattura all’edilizia. E, per altri motivi, anche sull’agricoltura, settore molto importante per l’Astigiano».
«Considerato questo quadro allarmante, quindi – conclude – bisogna recuperare almeno fra di noi gli aspetti di coesione sociale che ci hanno aiutato nel Dopoguerra per riuscire a far ripartire la provincia di Asti. In conclusione mi auguro, nonostante la difficile situazione, che si possa innanzitutto tornare alla normalità. E, in un secondo momento, procedere al rilancio del territorio».

Quagliotti (Cgil): «Primo Maggio di dolore»

A sottolineare la tragicità della situazione Luca Quagliotti (Cgil). «Il primo aspetto da evidenziare – spiega – è che stiamo per celebrare un Primo Maggio di dolore. Sta infatti scomparendo la generazione che ha combattuto la Seconda guerra mondiale e ha preso parte alla Resistenza. Se gli anni passati ci concentravamo sui morti per incidenti sul lavoro, quest’anno dobbiamo ricordare il sacrificio di uomini e donne che, per garantire assistenza e tutela sanitaria, hanno perso la vita».
«Primo Maggio di dolore – continua – anche per tutti i lavoratori che in questi due mesi hanno visto il loro stipendio dimezzato, che stanno per perdere il posto di lavoro o che, come molte donne, saranno in seria difficoltà a riprendere a lavorare, data la chiusura di scuole e asili. Lavoratori per i quali bisognerà trovare soluzioni con concrete e non caritatevoli. Insomma, è ora di ripensare al Paese, di mettere in moto l’economia circolare e di ripensare a reti e infrastrutture».
Quagliotti evidenzia infatti come, da un mese e mezzo, siamo connessi attraverso il web, ma esistono ancora molte zone in Italia che non sono collegate.

Dagna (Uil): «Abbiamo bisogno dello Stato sociale»

A mettere in luce le contraddizioni emerse con la pandemia anche Armando Dagna (Uil). «L’emergenza sanitaria – afferma – ha evidenziato i problemi strutturali del Paese e le contraddizioni degli ultimi anni. Aver disinvestito nel welfare e nell’assistenza sanitaria ci ha reso più deboli», ricorda. «Inoltre è emersa più forte la necessità di uno Stato sociale, in quanto il libero mercato non è stato, e non è tuttora, in grado di rispondere all’emergenza sanitaria e sociale». Noi siamo per rilanciare una politica di coesione sociale che veda i diritti delle persone al primo posto».

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