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Saldi invernali al rallentatore. I commercianti “Notiamo poca vivacità”

Avviati ieri, continueranno fino al 4 marzo. Inizio migliore per la vendita di capi di abbigliamento e calzature di gamma elevata

A poche ore dall’inizio dei saldi invernali, avviati ieri (giovedì), è ancora presto per fare delle valutazioni. Ma si può percepire lo stato d’animo dei commercianti astigiani: sconforto venato da un cauto ottimismo.
Si confermano, infatti, l’incertezza e la speranza che hanno caratterizzato i mesi scorsi e che tornano protagonisti per questa stagione degli sconti diversa dal solito. Infatti non è partita in un giorno festivo o pre-festivo ma in uno feriale, in quanto la data inizialmente prevista (5 gennaio) avrebbe creato una disparità tra commercio on line e su sede fissa, dato che quel giorno e il successivo i negozi erano chiusi per effetto delle restrizioni “da zona rossa”.
«Un inizio con poca affluenza – dichiara Monica Volpe, responsabile del negozio “Buena Vita” – e per ora molto tranquillo, anche troppo». «Poca gente in giro – aggiunge la collega Simona Latella – tranne che in qualche catena di intimo».
Visto il rallentamento del mese di dicembre, si pensava di recuperare con i saldi, «ma – aggiunge Monica Volpe – l’incognita del futuro e la precarietà del momento sembrano trattenere la gente dallo spendere». Una stagione che per ora, quindi, continua sulla falsariga del 2020, all’insegna dell’insicurezza e dell’attesa, o forse solo di sconti maggiori.
Ma non per tutti è così. «L’interesse sembra ci sia – comunicano infatti Aurelia Lo Greco e Paola Ompeo, titolari da dieci anni del negozio di abbigliamento “Paris” – anche se questi saldi non sono minimamente paragonabili a quelli degli anni scorsi».
Il settore abbigliamento risente infatti della mancanza di eventi. «Si lavora da casa – continuano le commercianti – non si può andare a cena fuori, la vita sociale è pressoché inesistente ma, nonostante tutto, l’interesse per i nostri marchi, che sono medio-alti, c’è. A questo punto – continuano le titolari di “Paris” – quello che ci auguriamo, e che sarebbe già una bella conquista, è di riuscire a pagare la merce che abbiamo acquistato».

Elda Narbonne e Daniela Amerio (Cogliati & Romanò)

Lunga esperienza, a proposito di saldi, ce l’ha anche Elda Narbonne, titolare dello storico negozio di calzature “Cogliati & Romanò”.
«Un inizio – commenta Elda – che con il passare delle ore ci sta rendendo ottimisti. E’ entrata parecchia gente e tutti hanno acquistato, soprattutto articoli di un certo livello, per i quali l’interesse rimane». Ma anche da “Cogliati & Romanò” il paragone con gli anni passati è assolutamente perdente: «Un periodo che manca di vivacità – sottolinea Daniela Amerio, collaboratrice – e le code fuori dal negozio, quest’anno, ce le potremo scordare».
Un altro settore che non si discosta dal panorama generale è quello dell’abbigliamento per bambini. «Poca, pochissima gente per adesso – confermano Sabrina Cerra e Desirée Berardo del negozio “Habitouè” – decisamente meno rispetto agli altri anni. Confidiamo nei prossimi giorni».
Stesso ritornello per gli articoli sportivi.
«Saldi al rallentatore – osserva Daniela Povero, titolare di “Dimensione Sport” – manca l’euforia dei primi giorni, mancano le occasioni e quindi anche la necessità dell’acquisto».
Insomma un quadro per ora abbastanza negativo, dovuto a tanti fattori reali, come la minore disponibilità economica, ed emotivi, come la preoccupazione e l’incertezza.
Anche se quello che si percepisce, camminando per le vie del centro città, è che tra la gente c’è anche voglia di comprare cose nuove per avere una parvenza di normalità, per gratificarsi e per dare un segnale di fiducia. Ma, nello stesso tempo, la paura e la confusione destabilizzano e frenano.

Monica Jarre

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