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Scarpe&Scarpe, chiesta la cassa integrazione per i dipendenti senza stipendio da febbraio

Oggi il Tavolo di crisi sull'azienda che ha presentato istanza di concordato preventivo al Tribunale fallimentare

Oggi il Tavolo di crisi su “Scarpe&Scarpe”

Si è svolto oggi al Ministero dello Sviluppo economico, in video conferenza, il Tavolo di crisi incentrato sull’azienda “Scarpe&Scarpe”, che ha presentato istanza di concordato preventivo al Tribunale fallimentare.
La catena di calzature conta in totale circa 1800 dipendenti, 427 dei quali in Piemonte (circa dieci i lavoratori dell’unico punto vendita astigiano, che si trova in corso Alessandria ad Asti), che da febbraio non percepiscono lo stipendio.
Durante i lavori del Tavolo è emerso che la società ha richiesto al Ministero di accedere alla cassa integrazione in deroga e si è resa disponibile a incontri periodici con le organizzazioni sindacali per valutare l’evoluzione della situazione. I sindacati hanno espresso preoccupazione per il futuro dei lavoratori, auspicando che si trovi una rapida soluzione per il pagamento degli stipendi e per l’eventuale continuità aziendale.

Il commento dell’assessore Chiorino

«La Regione – spiega l’assessore regionale al Lavoro, Elena Chiorino – intende impegnarsi al massimo per tutelare i lavoratori piemontesi di “Scarpe&Scarpe”, attivando tutti gli strumenti a disposizione per tentare di individuare ogni strada percorribile, con l’azienda e i sindacati, per non perdere questa importante realtà imprenditoriale operante nel nostro territorio e i posti di lavoro che garantisce».
«L’emergenza Coronavirus – conclude – sta mettendo in ginocchio un numero impressionante di imprese, alcune delle quali, oggi, fanno fatica a intravedere un futuro. Ma la Regione non starà a guardare: al contrario, farà tutto ciò che è nelle proprie possibilità per supportare al massimo le nostre imprese e tutelare i posti di lavoro».

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