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“Vogliamo risposte su ristori e problemi di cassa dei commercianti”

Confcommercio ha scritto ai parlamentari piemontesi e al presidente della Regione Cirio in merito alla situazione di difficoltà delle imprese

Lettera aperta di Confcommercio

«Questa volta è vietato sbagliare: ne va della tenuta sociale del nostro Paese».
Sono le parole di Maria Luisa Coppa, presidente regionale dell’associazione di categoria Confcommercio, nella lettera aperta inviata ai parlamentari piemontesi a nome di tutte le sedi provinciali, tra cui Ascom Confcommercio di Asti, sulla situazione creata dall’ultimo DPCM e dall’introduzione del Piemonte tra le cosiddette “zone rosse”.
«I nostri imprenditori – scrive – si interrogano sull’utilità del sacrificio a cui sono chiamati in via pressoché esclusiva e che potrebbe risultare non sufficiente, con il rischio di proroghe fino a Natale e oltre. Il tutto a distanza di pochi mesi dal lockdown totale della scorsa primavera, e a poche settimane dal periodo dell’anno che tradizionalmente fa registrare i maggiori incassi. Gli imprenditori contestano l’equità di un provvedimento che sembra non parametrato al livello di rischio effettivo, visto che interviene senza differenziazione tra le piccole attività con accesso contingentato, o che si svolgono all’aperto, e le realtà al cui interno è più probabile la formazione di assembramenti».
«È’ importante allora che i Parlamentari piemontesi si attivino – continua – per dare una risposta puntuale agli interrogativi e alle preoccupazioni esposte. Occorre riservare inoltre un’attenzione particolare alle misure di sostegno predisposte dal Governo, nella consapevolezza che una semplice replica o estensione delle misure già adottate nei mesi passati non sarà sufficiente per impedire la chiusura definitiva di una parte consistente delle imprese del terziario».
Oltre a prevedere «ristori immediati e congrui rispetto ai mancati incassi di questo periodo e dei prossimi mesi», secondo Confcommercio si dovrebbe intervenire in modo tempestivo per dare risposte ai problemi di cassa che si stanno verificando nei negozi – in particolare di abbigliamento – che, avendo già effettuato gli acquisti per rifornire i magazzini, ora si trovano nell’impossibilità di rispettare le scadenze nei confronti dei fornitori, generando una interruzione dei pagamenti con il rischio di paralizzare intere filiere.
«È infine necessario intervenire urgentemente – conclude – per superare il trattamento fiscale di favore riservato alle grandi piattaforme internazionali dell’e-commerce, che danneggia gli equilibri della concorrenza».

L’appello al presidente della Regione Cirio

Altra osservazione, contenuta nella lettera inviata al presidente della Regione Alberto Cirio, è poi «la difficoltà di accesso e la scarsa trasparenza dei dati su cui si sono basate le scelte del Governo che, se disaggregati, potrebbero dare indicazioni utili per adottare misure più coerenti a livello provinciale, comunale e a livello di quartiere per le grandi aree metropolitane».
«Al Presidente della Giunta regionale, Alberto Cirio – spiega Claudio Bruno, direttore provinciale Ascom Confcommercio – abbiamo chiesto tutti insieme di farsi portavoce presso il Ministro della Salute affinché sia attivata in Piemonte la facoltà prevista dal comma 2 dell’articolo 3 del DPCM del 3 novembre di introdurre, in relazione a specifiche parti del territorio regionale e in ragione dell’andamento del rischio epidemiologico, l’esenzione dall’applicazione delle misure di contenimento più gravose».

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