500 astigiani a Roma per il lavoro«Mai vista afluenza così grande»
Economia

500 astigiani a Roma per il lavoro
«Mai vista afluenza così grande»

E’ stato un vero “fiume rosso” quello che sabato scorso ha inondato le vie di Roma, chiedendo a viva voce al premier Renzi di lasciare la strada intrapresa per la riforma del lavoro. In questo

E’ stato un vero “fiume rosso” quello che sabato scorso ha inondato le vie di Roma, chiedendo a viva voce al premier Renzi di lasciare la strada intrapresa per la riforma del lavoro. In questo grande fiume c’erano anche oltre 500 astigiani che hanno voluto prendere parte ad un evento importante per il futuro dell’economia e dell’occupazione. Sono arrivati a Roma per strade differenti. La maggior parte in autobus, che erano ben sette, gli altri chi in treno e chi con mezzi propri.

“Non immaginavo un’affuenza così grande – ha commentato Giovanni Prezioso, segretario provinciale della Cgil – Di manifestazioni nella mia vita ne ho viste molte, ma mai con un’aggregazione così consistente di lavoratori. Siamo soddisfatti del risultato, meglio non poteva andare. Piazza San Giovanni era stracolma; le persone hanno dovuto riversarsi sulla strade laterali in quanto la piazza non era in grado di contenerle tutte. Per noi è stata una vera faticaccia – ha continuato il sindacalista – siamo partiti da Roma dopo l’intervento della Camusso e siamo arrivati ad Asti durante la notte”.

Al termine del corteo hanno preso il via i vari interventi. A parlare sono stati prevalentemente giovani e lavoratori. La scelta della Cgil è stata quella di non far intervenire segretari, ma persone provenienti direttamente dalle aziende, lavoratori, dipendenti. E loro lo hanno fatto con grande energia e partecipazione. Poi, a concludere la manifestazione, l’intervento del segretario nazionale della Cgil Susanna Camusso, che ha sottolineato le incongruenze della linea politica scelta da Renzi per quanto concerne la riforma del lavoro e ha parlato dei pericoli in cui si può incappare dando vita al percorso che il premier ha indicato. Ma la risposta di Renzi è arrivata immediatamente sulle Tv nazionali, pressoché in diretta. Il leader del governo, dopo aver parlato di una manifestazione legittima e sacrosanta, ha perà aggiunto che non intende minimamente fare retromarcia.

“Io vado avanti con le riforme – ha dichiarato in più occasioni riferendosi alla manifestazione romana – non è con i cortei che si risolvono i problemi. Io non parlo per quel milione di persone sceso in strada, ma per gli altri 59 milioni di persone che sono rimaste a casa”. Una manifestazione molto partecipata ma, a quanto pare, poco efficace, visto che Renzi non ne terrà conto e proseguirà sulla sua strada. “Se il premier non riesce a cogliere il significato di un milione di persone in piazza – ha concluso Giovanni Prezioso – mi dispiace per lui. Di una manifestazione come quella di sabato bisognerebbe tenerne conto”.

Flavio Duretto

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