Amalberto Andrea convegno PNRR 2022
Economia
Intervista

Andrea Amalberto: “Il prezzo del gas deve essere ridotto”

Il presidente dell’Unione industriale tratta i temi al centro del dibattito nel mondo imprenditoriale, dai rincari dell’energia al PNRR

«Il prezzo del gas va sicuramente calmierato».
Ad affermarlo il presidente dell’Unione industriale Andrea Amalberto, ribadendo quanto emerso in occasione del convegno, svoltosi nei giorni scorsi al Teatro Alfieri, intitolato “PNRR: sfide e opportunità”, promosso appunto dall’associazione degli industriali. Numerosi gli ospiti, tra cui Gilberto Pichetto Fratin, vice ministro al Ministero dello sviluppo economico.
Imprenditori e rappresentanti delle istituzioni hanno ascoltato innanzitutto le parole di Riccardo Valenti (Ministero dello sviluppo economico) che ha delineato cifre e bandi del Piano che ha portato, solamente nelle casse del Mise, 18,5 miliardi di euro per raggiungere sei missioni, dalla digitalizzazione alla rivoluzione verde.
A seguire si è parlato delle ricadute del PNRR sulla modernizzazione e l’efficienza della Pubblica amministrazione grazie alla presenza di Calogero Turturici, vice direttore centrale del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, e Guido Parisi, capo del corpo nazionale dei Vigili del fuoco, entrambi già comandanti provinciali ad Asti.
Quindi è stata la volta del dibattito cui ha partecipato, tra gli altri, il presidente dell’Unione industriale Andrea Amalberto.
Presidente, sono emersi problemi sul PNRR?
Durante la tavola rotonda sono stati trattati i problemi concreti delle imprese in merito al Piano. Legati, ad esempio, a bandi il cui importo si esaurisce subito, come quello dell’imprenditoria femminile, o che aprono e chiudono in due o tre mesi, senza lasciare il tempo adeguato alla progettazione e per i quali bisognerebbe avere prima le necessarie informazioni. La situazione si complica per le imprese di più piccole dimensioni e meno strutturate, che non hanno la forza finanziaria per sviluppare certi bandi.
Nel campo dell’edilizia e dei lavori pubblici, poi, è emerso come sia importante avere alla base una visione di programmazione. Faccio un esempio concreto. Non avrebbe senso finanziare bandi per la costruzione di gallerie ferroviarie modulate sui treni attuali. Bisognerebbe piuttosto pensare a gallerie adatte al passaggio di treni ad idrogeno, che rappresentano il futuro. Altrimenti si rischia di effettuare lavori imponenti di durata molto bassa.

I rincari dell’energia

Cosa è invece emerso riguardo al caro-energia?
È il problema più grave che attanaglia le imprese private e pubbliche. Una vera e propria emergenza. Confindustria ha avanzato diverse proposte, anche se il tavolo di discussione ormai è a livello europeo.
Il problema di fondo, ormai, è che l’Europa presenta diversi volti. Tra questi il volto dell’Ungheria, che tendenzialmente è filorussa, ha fatto un accordo di fornitura e non appoggia il tetto al prezzo del gas. La Norvegia, che non appartiene all’Unione europea ma è tra i primi fornitori nel nostro continente, per cui non vuole il tetto. L’Olanda, i cui ragionamenti sono legati al fatto che è sede della borsa che gestisce il mercato del gas.
Insomma, una partita a scacchi molto complicata e difficile, dove peraltro si è insinuata una significativa speculazione sui prezzi. Certo, il Governo Draghi si è mosso spingendo sul rigassificatore di Piombino e con interventi per famiglie e imprese, che però sono debito pubblico puro. L’unica soluzione, quindi, è rappresentata dall’introduzione del tetto al prezzo del gas.
A causa di queste difficoltà, quale scenario si intravede per i prossimi mesi?
Le imprese non saranno nelle condizioni di continuare a pagare questi prezzi per gas ed energia. I consumi rallenteranno e porteranno a diminuire la produzione, con conseguenti periodi di cassa integrazione in un mercato dove il lavoro c’era e dove, al contrario, si dovrebbe discutere di aumento dei salari. Un provvedimento, quest’ultimo, doveroso ancora di più nella situazione attuale, ma che deve avere alla base un ragionamento sulla tassazione.

L’accordo con Intesa Sanpaolo e l’assemblea annuale

Nei giorni scorsi è stato presentato anche ad Asti l’accordo nazionale Confindustria – Intesa Sanpaolo, che mette a disposizione delle imprese piemontesi un plafond da 12, miliardi di euro.
Cosa ne pensa?
È importante poter contare su prodotti creativi per lo sviluppo delle imprese in uno scenario in cui sono cambiati completamente i parametri che hanno costruito l’economia attuale. Un esempio su tutti. Nessun imprenditore in passato voleva tenere il magazzino perché rappresentava solo un costo. Ora, invece, è fondamentale per avere a disposizione il materiale e poter lavorare, vista la difficoltà di reperirlo, anche se richiede investimenti.
L’8 ottobre come Unione industriale vi incontrerete nuovamente per l’assemblea annuale. Quali i temi trattati?
Si parlerà di transizione ecologica e di produzione sostenibile alla presenza di alcuni ospiti, tra cui il noto architetto Carlo Ratti. La sede sarà la vetreria O-I, scelta mesi fa per il fatto che il 2022 è l’anno internazionale del vetro.

ACCORDO CON INTESA SANPAOLO: ECCO IN COSA CONSISTE

È stato presentato nei giorni scorsi, a Palazzo Ottolenghi, il nuovo accordo tra Confindustria e Intesa Sanpaolo per la crescita delle imprese. Un accordo basato sul percorso congiunto “Disegnare il futuro: Competitività, Innovazione, Sostenibilità”, che mette a disposizione 12,5 miliardi di euro per le imprese del Piemonte, nell’ambito dei 150 miliardi di euro del plafond nazionale, con l’obiettivo di promuovere l’evoluzione del sistema produttivo su queste tre direttrici fondamentali per la crescita, in coerenza con il PNRR.
Ad aprire i lavori, alla presenza di numerosi imprenditori del territorio, Andrea Amalberto, presidente dell’Unione industriale, e Andrea Perusin, direttore regionale Piemonte Sud e Liguria Intesa Sanpaolo. Dopodiché Riccardo Chiapello, direttore commerciale Imprese Piemonte Sud e Liguria di Intesa Sanpaolo, ha illustrato i contenuti dell’accordo e le prime iniziative congiunte. E’ seguita la tavola rotonda con alcuni imprenditori.
L’accordo – di durata triennale – pone al centro iniziative a supporto delle aziende per la digitalizzazione e l’innovazione, il rafforzamento della struttura finanziaria e patrimoniale, il potenziamento delle filiere, la sostenibilità e il capitale umano.

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