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«Arespan, preoccupati per i 130 posti di lavoro»
Economia

«Arespan, preoccupati per i 130 posti di lavoro»

E’ in programma lunedì mattina il confronto tra proprietà e sindacati sul futuro della “Arespan Brocca”, azienda specializzata nella produzione di pannelli in legno che impiega circa 130

E’ in programma lunedì mattina il confronto tra proprietà e sindacati sul futuro della “Arespan Brocca”, azienda specializzata nella produzione di pannelli in legno che impiega circa 130 lavoratori. E’ quanto hanno ottenuto sindacalisti e lavoratori dopo lo sciopero di otto ore che si è svolto mercoledì davanti ai cancelli della fabbrica. Folta la partecipazione alla manifestazione di protesta, cui hanno preso parte le sigle Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil e che ha visto la presenza anche di Luigi Torchiano, sindaco di Mombercelli, molto preoccupato per le sorti dell’azienda. Azienda che, negli anni scorsi, era stata afflitta da una crisi di liquidità, che aveva portato all’accordo di ristrutturazione del debito in grado di garantire la permanenza dell’azienda sul mercato senza prevedere esuberi o licenziamenti, dando la possibilità di dilazionare i pagamenti e di accedere ad un importante finanziamento concesso da tre istituti bancari. A spiegare le ragioni dello sciopero rappresentanti delle tre single sindacali.

«Venerdì scorso – ricorda Luigi Tona, segretario provinciale Filca Cisl – siamo stati convocati in virtù della nostra richiesta di incontro all’azienda, avanzata lo scorso luglio perché la proprietà non aveva soddisfatto in pieno l’assegnazione ai dipendenti delle somme pregresse stabilite in base all’accordo. In quell’occasione ci è stata consegnata una raccomandata in cui si annunciavano due provvedimenti che andavano nella direzione opposta: la cassa integrazione straordinaria per cessazione d’attività, per una durata di 12 mesi, riguardante i circa 30 dipendenti del reparto “anime” (detto anche “listellari”), fondamentale per la produzione dei pannelli. E l’affitto per 36 mesi di un altro ramo d’azienda, denominato “compensati” (che impegna 94 lavoratori), con eventuale e successiva cessione, ad una società denominata “Bestply srl”, costituitasi lo scorso 8 agosto». Due, quindi le preoccupazioni dei sindacalisti e dei lavoratori.

«Innanzitutto – hanno spiegato Pierluigi Guerrini e Calogero Palumbo, rispettivamente segretario regionale e provinciale Feneal Uil – dobbiamo occuparci dei 30 lavoratori per cui è prevista la “cassa”, dato che, essendo per cessazione d’attività, dopo aver usufruito dell’ammortizzatore sociale andranno in mobilità per poi perdere il posto di lavoro. Ma siamo preoccupati anche per gli altri 94, in quanto non c’è alcuna garanzia da parte della società che affitta. Innanzitutto perché non parliamo di un’azienda leader del settore e poi perché, come scritto nella comunicazione che ci hanno consegnato, la “Bestply” non si farà alcun carico dei debiti che ancora esistono nei confronti dei lavoratori, debiti che rimarranno sempre ed esclusivamente in carico alla “Arespan”. Ma se poi la “Arespan” dovesse chiudere, cosa succederà? Chi darà ai lavoratori le somme che spettano loro?». «Siamo dunque contrari ai licenziamenti – ha aggiunto Christian Verrillo, segretario organizzativo provinciale Feneal Uil – e perplessi sull’operazione dell’affitto». «Tutti i lavoratori, operai e impiegati, di entrambi i reparti sono a rischio», ha sottolineato Filippo Rubulotta (Fillea Cgil). «Pretendiamo quindi la convocazione di un tavolo istituzionale per capire le reali intenzioni dell’azienda».

I sindacalisti hanno poi ricordato che, negli anni passati, «i lavoratori hanno già pagato un conto molto salato per dare una chance all’azienda tramite l’accordo di ristrutturazione del debito, e ora, di tutta risposta, vengono trattati in questo modo. Noi non siamo contrari all’affitto di ramo d’azienda, ma in base alle informazioni pervenuteci siamo molto preoccupati: speriamo di sbagliarci». In seguito alla manifestazione di protesta, è poi arrivata “l’apertura” da parte di Walter Aresca, amministratore delegato delle “Arespan”. «Ci è stato concesso di incontrare la proprietà e la nuova società – commenta Tolu – cui chiederemo una via alternativa ai licenziamenti e un piano industriale alla “Bestply” per avere garanzie del ramo produttivo che verrebbe affittato. Per ora, quindi, sospendiamo lo sciopero, ma lo stato di agitazione permane».

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