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BCube accordo rinnovato
Economia

BCube, firmato l’accordo con FCA: salvi 210 posti di lavoro

Il gruppo automobilistico ha rinnovato l’appalto in scadenza fino al 2023. Revocato dalla Cgil lo sciopero dei lavoratori

BCube, rinnovato l’appalto da parte di FCA

E’ stata posta la parola “fine” sul rinnovo dell’accordo tra BCube, azienda di Villanova d’Asti specializzata in logistica integrata, e il gruppo automobilistico FCA (Fiat Chrysler Automobiles). Quest’ultimo ha infatti rinnovato l’importante appalto – una delle due commesse su cui lavora il sito villanovese – che scadeva il 30 giugno e riguardava circa 210 lavoratori, i cui posti di lavoro sarebbero stati a rischio se non fosse stato prorogato.
Il percorso per il rinnovo non è stato affatto facile, ed è stato altalenante, tra annunci ottimistici e notizie sconfortanti. Tanto che domenica la Cgil – il sindacato rappresentato in azienda che ha seguito fin da subito la vicenda coinvolgendo, nelle scorse settimane, amministratori locali e politici –  aveva proclamato lo sciopero ad oltranza di tutti i lavoratori della Logistic Operation e, in generale, dell’intero sito villanovese.
Sciopero avviato, e in seguito revocato, grazie alla firma dell’accordo. Il contratto è stato infatti rinnovato per tre anni, tanto che la prossima data di scadenza sarà il 2023, per cui sono definitivamente salvi i 210 posti di lavoro (su 358 totali).

L’accordo sulla cassa integrazione

La Cgil ha quindi incontrato i vertici aziendali durante lo sciopero di ieri. Presenti, oltre a Luca Quagliotti, segretario generale provinciale Cgil, anche i sindacalisti Mauro Poggio, Teresa Bovino e Gaetano Leopardo (Filt Cgil), Salvatore Campanile (Fillea Cgil), oltre alle Rsu (Rappresentanze sindacali unitarie) aziendali.
Nel corso dell’incontro sono stati anche trovati gli accordi in merito alla cassa integrazione ordinaria. Innanzitutto la BCube, in via eccezionale e limitatamente al solo perimetro del polo logistico di Villanova, ha confermato la possibilità di anticipo del trattamento dell’ammortizzatore sociale. In secondo luogo, durante il periodo di cassa integrazione, l’azienda si è impegnata ad organizzare il calendario dei comandati – nel rispetto delle mansioni individuali – garantendo una presenza individuale minima di una settimana al mese.

 

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