Caso Asti DOCG, «il Consorzioha fatto quello che doveva fare»
Economia

Caso Asti DOCG, «il Consorzio
ha fatto quello che doveva fare»

Rimbalza al mittente ogni richiesta di commento alla sentenza del Consiglio di Stato che respinge il ricorso dell'azienda Castello del Poggio ed esclude il Comune di Asti fra quelli previsti dal

Rimbalza al mittente ogni richiesta di commento alla sentenza del Consiglio di Stato che respinge il ricorso dell'azienda Castello del Poggio ed esclude il Comune di Asti fra quelli previsti dal disciplinare della docg per l'omonimo vino conosciuto in tutto il mondo. Parliamo di Gianni Marzagalli, presidente di una delle parti più importanti della lunga querelle ovvero il Consorzio dell'Asti docg. Un Consorzio che è citato in più parti nella sentenza e nelle sue motivazioni soprattutto laddove si parla di "ambiguità ed indeterminatezza" dei territori nella domanda ufficiale per i quali si chiedeva l'inserimento nella docg. Considerando che, come dicono gli stessi giudici della suprema corte amministrativa, all'assemblea del Consorzio deve ricondursi l'esclusiva legittimazione alla proposta di modifica del disciplinare vinicolo.

«Su questa vicenda il Consorzio ha fatto ciò che doveva fare – ?è il secco commento di Marzagalli raggiunto telefonicamente in Cina – Questa è una questione che riguarda Zonin e le colline del Moscato». Sui riferimenti fatti in sentenza all'operato del Consorzio è ancora più deciso: «Io nel 2010 non ero presidente, non posso rispondere per altri».
Ma oggi, alla luce della sentenza del Consiglio di Stato, il Consorzio intende reiterare la proposta di modifica del disciplinare? «Sarà la Regione a decidere se portare avanti la proposta di modifica». Marzagalli, al suo insediamento, aveva dichiarato il suo forte impegno per il rientro dei produttori che avevano lasciato il Consorzio negli anni precedenti. Anche sullo stato dell'arte di questo piano di ritorno il presidente non rilascia dichiarazioni rimandando tutto ad un incontro a data da destinarsi.

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