Boero Cerrato Barone
Economia

“Chiediamo il ritorno a scuola a settembre in presenza e sicurezza”

Lunedì si è svolto lo sciopero unitario dei sindacati di categoria. Tra le rivendicazioni, un piano di investimenti da parte del Governo

Lo sciopero dei sindacati sul web

Hanno fatto sentire lunedì la propria voce, anche se in una piazza “virtuale”, i sindacati della scuola Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams.
Si è infatti svolto anche in Piemonte – con diverse modalità, tra flash mob, assemblee on line e incontri in Prefettura – lo sciopero unitario della scuola. Diverse le rivendicazioni, dalla ripresa della didattica in presenza e in sicurezza a partire da settembre alla richiesta di risorse per il settore. Come emerso, appunto, dall’incontro “Piazza Alfieri virtuale”, svoltosi lunedì mattina on line.
Protagonisti per quanto riguarda l’Astigiano Monica Boero, segretario generale provinciale Flc Cgil; Chiara Cerrato, segretario generale aggiunto Cisl scuola Alessandria Asti; Assunta Barone, segretaria provinciale Snals Confsal (ritratte nella foto di repertorio in alto, scattata prima dell’emergenza sanitaria); Diego Meli, segretario regionale e provinciale Uil scuola Rua; Antonio Antonazzo, responsabile Gilda per Asti e Cuneo. Collegate, per un saluto in diretta dal flash mob che si è svolto in piazza Castello a Torino, le segretarie regionali Luisa Limone (Flc Cgil) e Maria Grazia Penna (Cisl scuola).

La richiesta di un piano di investimenti

«Alla fine di un anno scolastico inedito e faticoso – ha esordito Monica Boero – vogliamo sollecitare il Governo a compiere ogni sforzo per assicurare la ripartenza della didattica in presenza da settembre, grazie anche all’assunzione di nuovi insegnanti e collaboratori scolastici e la stabilizzazione di un assistente tecnico in ogni istituto comprensivo. In poche parole, chiediamo un piano di investimenti e una riorganizzazione della didattica in presenza con regole certe da inserire nel contratto nazionale di lavoro. Peccato che il decreto scuola approvato in via definitiva alla Camera dimostri che il Governo non abbia intenzione di investire sulla scuola».
Molto delusa Assunta Barone. «Dal decreto scuola si evince che l’unica nostra richiesta cui è stata risposta – ha spiegato – è stata la riapertura delle graduatorie di istituto, rinviate al 2021 a causa dell’emergenza sanitaria. In generale, infatti, regna una grande confusione, tanto che non siamo in grado di dare risposte ai colleghi e agli iscritti. Basti pensare che non sappiamo quando e come si svolgeranno i concorsi. E anche ancora adesso ogni giorno cambiano le ipotesi inerenti l’avvio dell’anno scolastico 2020/2021».
A ribadire la fondamentale importanza della ripartenza da settembre con la didattica in presenza anche Luisa Limone, cui ha fatto eco Maria Grazia Penna pretendendo «il diritto all’istruzione e alla salute dei bambini e dei ragazzi». D’accordo Chiara Cerrato, che ha sottolineato l’esigenza delle scuole di sapere già ora come sarà organizzato l’anno scolastico, in modo da programmare gli acquisti necessari per una ripartenza in sicurezza. Per poi sottolineare come l’annuncio del Ministro Azzolina, molto prima la fine dell’anno scolastico, relativo alla promozione garantita a tutti gli studenti «abbia svalutato il lavoro dei docenti con la didattica a distanza».

Le parole di Diego Meli

Il segretario provinciale e regionale Uil scuola Rua Diego Meli

Critico con il Governo anche Diego Meli che, tra le varie questioni sottolineate, ha ribadito «la necessità di risorse per garantire la stabilità degli organici e il rinnovo del contratto nazionale, scaduto da tre anni, in modo da valorizzare il lavoro di tutti gli operatori della scuola: dirigenti, docenti e personale Ata (dipendenti tecnico-amministrativi e collaboratori scolastici)».

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