Le cooperative tengono nostante la crisi
Economia

Le cooperative tengono nostante la crisi

Nonostante la crisi economica, il mondo delle cooperative "tiene" sia per fatturato sia per numero di occupati. E' emerso nei giorni scorsi, in occasione dell'assemblea annuale di

Nonostante la crisi economica, il mondo delle cooperative "tiene" sia per fatturato sia per numero di occupati. E' emerso nei giorni scorsi, in occasione dell'assemblea annuale di Confcooperative svoltasi nei giorni scorsi alla Camera di Commercio, in cui si è fotografato lo stato di salute delle 190 imprese aderenti a Confcooperative Asti, confederazione che comprende 9.070 soci e 3.030 dipendenti. «I dati fondamentali emersi in occasione dell'assemblea – commenta Mario Sacco, presidente provinciale di Confcooperative – è che il fatturato complessivo è aumentato del 10,3%, passando da 290 milioni di euro del 2010 ai 320 milioni del 2012, e che il numero di occupati ha tenuto, registrando addirittura un leggero incremento. A fronte di una crisi economica dove non si intravvede una via d'uscita, ad eccezione di qualche timido segnale positivo sul fronte delle esportazioni, è un dato positivo che ci conforta».

Sacco sottolinea anche le ragioni di questi risultati. «In tempi non sospetti, ovvero quando non si intravvedevano segnali di crisi – ricorda – abbiamo avviato una politica di capitalizzazione e di patrimonializzazione. Basti pensare che le nostre cooperative detengono un patrimonio netto di oltre 40 milioni di euro su un fatturato di 230 milioni. Un "tesoretto" che consente loro di sopportare, anche se con difficoltà, tutti i problemi dovuti alla crisi economica, come il ritardo nei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione. E, cosa non di poco conto, permette loro di presentarsi alle banche con tutte le carte in regola per accedere ai canali del credito».
Tra i settori più in salute sicuramente le cooperative vinicole, che hanno cominciato a vendere all'estero per compensare la stagnazione del mercato interno, e quelle del settore socio-assistenziale, che si occupano di minori, disabili o gestione delle strutture residenziali per anziani autosufficienti e non (come le case di riposo).

«Queste imprese – sottolinea Sacco – presentano tuttavia una gorssa spina nel fianco, rappresentata dai ritardi dei pagamenti da parte della Pubblica amministrazione. Fortunatamente recentemente la Regione ha messo a disposizione delle Asl altri 700 milioni di euro circa, per cui speriamo che entro la fine dell'anno la situazione migliori, dato che per ora i tempi medi di pagamento si aggirano sui 6 mesi, con punte di 9. Sempre in questo ambito, inoltre, abbiamo raggiunto un grosso risultato: quello di aver evitato, grazie alla pressione esercitata a livello piemontese e appoggiata dalla Regione, l'entrata invigore di un provvedimento del Governo Monti che, dal 1° gennaio 2014, avrebbe alzato l'iva sui servizi socio-assistenziali dal 4 al 10%. Un provvedimento che, come è facile immaginare, avrebbe portato alla rovina».

Tra i settori più in difficoltà, invece, quello delle costruzioni che, anche nel mondo delle cooperative, risente della crisi dell'edilizia, afflitta dalla riduzione di compravendite di case e dal blocco dei lavori pubblici per effetto della revisione della spesa e del patto di stabilità che impone ai Comuni "il freno a mano tirato". «Abbiamo discusso anche di questo problema – commenta Sacco – stabilendo alcune misure da attuare a partire dal prossimo anno. Innanzitutto creeremo un Osservatorio sui fondi strutturali 2014 – 2020, dato che si sta definendo in questi mesi la programmazione dei fondi europei, che nei prossimi anni rappresenteranno l'unica "fonte" da cui attingere risorse. In questo modo monitoreremo con molta attenzione i bandi che saranno pubblicati per cercare di aggiudicarceli e di aiutare le nostre imprese. In più punteremo sull'housing sociale, per realizzare nuove unità abitative per persone disagiate a prezzi accessibili».

«Esulando dalla questione delle costruzioni – conclude – punteremo anche sull'internazionalizzazione delle cantine sociali, per aiutarle a trovare ancora più sbocchi commerciali all'estero. Nell'ambito del settore socio-sanitario, infine, procederemo alla costruzione del C.A.P. (Consorzio per l'assistenza primaria), una rete tra cooperative di farmacisti, medici, infermieri, strutture socio-sanitarie, in modo da creare un servizio che accompagni il paziente per tutto il periodo della cura di cui necessita».

Elisa Ferrando

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