Costruiamo un ponte tra Asti e NajafImprenditori locali in Iraq col sindaco
Economia

Costruiamo un ponte tra Asti e Najaf
Imprenditori locali in Iraq col sindaco

Fabrizio Brignolo volerà a Najaf per partecipare a una manifestazione espositiva commerciale del settore dell’edilizia, insieme a un gruppo di 50 imprenditori italiani. Qui verrà presentata l'attività dell'Asp, per un eventuale progetto di raccolta rifiuti da avviare nella città irachena. Sette le imprese astigiane che partiranno per l'Iraq, attive nel settore dell'edilizia e dell'architettura…

«La crisi economica sta creando gravi problemi al nostro territorio. Come Istituzioni abbiamo quindi il dovere di fare nuove scommesse, di prendere parte ad iniziative che possano portare sviluppo». Così il sindaco Fabrizio Brignolo ha motivato, lunedì in conferenza stampa, la sua partecipazione al viaggio in Iraq insieme ad un gruppo di 50 imprenditori italiani, alcuni dei quali astigiani. Meta del viaggio la città di Najaf dove, dal 18 al 21 gennaio, si terrà una manifestazione espositiva commerciale del settore dell’edilizia. Alla vigilia della partenza, che vedrà accanto al sindaco anche il dirigente Andrea Berzano, Brignolo ha voluto infatti ricordare che «la presenza delle Istituzioni potrà costituire un volano per incrementare i rapporti commerciali che nasceranno (è prevista, ad esempio, la stesura degli accordi per un gemellaggio tra le Camere di Commercio di Asti e Najaf, ndr)».

Per poi sottolineare che «come Istituzioni, conoscendo di persona il contesto, potremo farci garanti di questa possibilità nei confronti di altre aziende che per ora non hanno manifestato interesse verso questo nuovo canale commerciale. E’ infatti noto che l’export rappresenti ormai, per molte imprese, l’unico salvagente dalla crisi». Il gruppo di imprenditori partirà per l’Iraq martedì, per tornare il 22 gennaio (ad eccezione del sindaco, che rientrerà prima). Tra i partecipanti l’imprenditore astigiano Roberto Ferro Ruscalla, consigliere presso la Camera di Commercio e vice presidente dell’associazione di categoria Confapi, che ha preso parte all’organizzazione dell’evento. Insieme ad Ahmed Al Karawi ha infatti costituito la società “Sviluppo commerciale italo-iracheno”, che si è anche occupata di seguire i rapporti tra le aziende italiane che hanno deciso di partecipare alla fiera (peraltro senza sostenere alcuna spesa) e Haidar Mu’een Khdyir (importante magnate iracheno delle costruzioni), il principale finanziatore dell’esposizione che ha visto anche la collaborazione del governo della regione di Najaf.

L’imprenditore astigiano aveva infatti il compito di trovare aziende italiane interessate ad esportare in Iraq, di cui i finanziatori della fiera diventeranno gli importatori e distributori in esclusiva. Il Paese arabo, infatti, come ha sottolineato più volte l’architetto Abdul Ridha Fatah, uomo di fiducia del governo iracheno che ha preso parte all’organizzazione della manifestazione, «si trova in un congiuntura economica favorevole: archiviata la guerra, si trova ad essere il secondo produttore al mondo di petrolio. Ha quindi intenzione di investire in infrastrutture ed edilizia pubblica e privata, intenzione appoggiata dalle Istituzioni: basti pensare che ad accogliere il gruppo di imprenditori italiani ci saranno anche il vice ministro ai Lavori pubblici e all’Agricoltura».

Il tutto seguendo una linea di sviluppo che metta “alla porta” la merce proveniente da Cina, Turchia, Siria e Iran, considerata di bassa qualità, e privilegi prodotti caratterizzati da tecnologia avanzata, tra cui il Made in Italy. «Saremo in prima linea – ha aggiunto Ferro Ruscalla – affinché questo evento porti risultati concreti al nostro territorio. Dopodiché abbiamo già in cantiere altri progetti, primo fra tutti la presentazione, al Comune di Najaf, dell’Asp e della aziende ad essa direttamente collegate, per un eventuale coinvolgimento dell’azienda nella progettazione del piano di raccolta rifiuti della città irachena».

Soddisfatto del lavoro fin qui svolto Andrea Cirio, presidente dell’associazione di categoria Confapi, che associa circa 200 piccole e medie imprese astigiane. «Il nostro vice presidente Ferro Ruscalla – ha affermato – si è impegnato in modo egregio per porre le fondamenta di questo ponte tra Italia e Iraq, fondamenta che poggiano proprio sul nostro territorio. Come associazione faremo di tutto per promuovere questa iniziativa, in modo che aumenti il numero di imprese interessate a sviluppare questo nuovo canale commerciale». Attualmente, infatti, sono 7 (su 30 italiane) le imprese astigiane che partiranno per l’Iraq: Ipa group Fornaci, Decorarredi, Ebrille, Deorsola marmi, Fas serramenti, Amerio Porte, Lovisone, insieme allo studio di architettura e tecnico “Parcstudio”.

Elisa Ferrando

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