"Decreto del fare minaccia le imprese", l'Api del presidente Cirio boccia il provvedimento
Economia

"Decreto del fare minaccia le imprese", l'Api del presidente Cirio boccia il provvedimento

In un contesto di grave crisi economica come quello attuale, le imprese non possono sostenere ulteriori e assurdi fardelli. Mi riferisco al Decreto del fare, con cui, ancora una volta, la politica

In un contesto di grave crisi economica come quello attuale, le imprese non possono sostenere ulteriori e assurdi fardelli. Mi riferisco al Decreto del fare, con cui, ancora una volta, la politica complica la vita alle aziende, nonostante i segnali negativi non manchino: sono infatti troppe le imprese che chiudono o decidono di lasciare l’Italia per andare a produrre all’estero.  
L’associazione di categoria Api boccia senza appello quanto approvato alla Camera in tema di responsabilità fiscale negli appalti, oltre che l’introduzione del Durt, il nuovo Documento unico di regolarità tributaria.

Quanto stabilito dalla Camera in tema di responsabilità fiscale, infatti, genera una proliferazione giornaliera di adempimenti inutili che obbligano il creditore a produrre autocertificazioni che documentino la regolarità fiscale e dà titolo al debitore di sospendere i pagamenti. A tutto ciò si aggiunge l’introduzione del Durt con un emendamento al Decreto del fare approvato dalle Commissioni riunite (Affari costituzionali e bilancio) della Camera, che creerà nuovi adempimenti mensili generando altri costi che le imprese non sono più in grado di sostenere.

Senza tenere conto che tutto ciò contrasta con l’obiettivo dell’Unione europea di accellerare i pagamenti e viola il Trattato Ue poiché sfavorisce chi affida commesse (appalti) a prestatori nazionali mentre non opera nei confronti di chi si affida a lavoratori esteri. Da qui la richiesta della nostra associazione e di Confimi impresa di abolire questi due nuovi fardelli. Ci auguriamo che nel prossimo passaggio nelle Commissioni al Senato si possa porre rimedio ad un’aberrazione che rischia ulteriormente di mettere in ginocchio il già provato mondo delle piccole e medie imprese piemontesi e italiane.

Non è così, infatti, che si favorisce la ripresa dello sviluppo economico e, di conseguenza, l’occupazione e il benessere del Paese. Il Governo e il Parlamento si devono convincere della necessità di fare leggi che servano davvero, ascoltando le imprese e le loro associazioni. Di sicuro non è perdendo giorni in discussioni sterili che si costruiscono gli strumenti per riprendere lo sviluppo.

Andrea Cirio
presidente di Api Asti

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