Doccia gelata sulla Casa di RiposoSi dimette l’intero Cda del Maina
Economia

Doccia gelata sulla Casa di Riposo
Si dimette l’intero Cda del Maina

La Casa di Riposo “Città di Asti” non ha più un consiglio di amministrazione. Venerdì, tutto il CDA presieduto da Rolando Doglione, e del quale fanno parte Guglielmo Berzano (vice presidente)

La Casa di Riposo “Città di Asti” non ha più un consiglio di amministrazione. Venerdì, tutto il CDA presieduto da Rolando Doglione, e del quale fanno parte Guglielmo Berzano (vice presidente) con i consiglieri Bruno Ballario, Rossella Maggiora, Giancarla Maina, Pier Luigi Visconti e Luciano Longo, ha rassegnato le dimissioni nelle mani del sindaco Brignolo. Una decisione clamorosa sulla quale, nei prossimi giorni, saranno gli stessi membri dimissionari a spiegare i dettagli. Nel frattempo qualcosa è già emerso. La Casa di Riposo di Asti è la più grande del Piemonte e i costi di gestione sono, ovviamente, molto alti. Gli ultimi tagli alla Sanità, quelli del 2014, l’avrebbero messa in una situazione economicamente delicata perché, perdendo una quarantina di posti letto convenzionati con l’ASL, si è trovata con circa 1.000.000 di euro in meno sul bilancio.

Una cifra enorme per quella struttura, soprattutto a fronte di interventi non rimandabili che sarebbero dovuti iniziare a breve (mancava solo l’assegnazione dei lavori) e per i quali, con questa tegola caduta sul bilancio, si è deciso di fermare tutto. Il CDA, i cui membri non prendono emolumenti o gettoni, ha tentato di gestire la struttura con i mezzi a propria disposizione, ma ciò sarebbe diventato impossibile a fronte delle minori entrate dovute proprio ai tagli sulla Sanità. Rassegnare le dimissioni in massa è quindi stata l’unica soluzione per dare una risposta “politica” a questa emergenza e lanciare l’allarme alle istituzioni locali. Per l’assessore alle politiche sociali Vercelli, che si dice molto preoccupato, «è necessario avviare al più presto un tavolo con le banche, Provincia, Asl, Comune e tutti gli enti preposti affinché la città intera prenda in mano la sua casa di riposo».

Una struttura che conta 290 degenti e circa 160 occupati ai quali bisognerà dare garanzie nonostante i tagli.
«Ho ringraziato gli amministratori uscenti per il lavoro svolto – commenta il sindaco Brignolo – prendendo atto del fatto che si entra in una fase nuova, che comporta l’assunzione di decisioni più incisive del passato, perché il contesto è mutato e non è più sufficiente la gestione dell’esistente, ma occorrono nuove strategie che abbiano uno scenario di medio e lungo periodo. La sfida che attende l’Ente è sicuramente impegnativa, ma la casa di riposo di Asti ha una natura solida, delle caratteristiche che la rendono unica e una struttura che sono un’ottima base di partenza per una nuova e proficua impostazione». Intanto, una delle ipotesi è nominare un commissario in attesa di sciogliere il nodo sulla formazione di un nuovo CDA.

Riccardo Santagati

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