Edilizia in difficoltà,la ripresa ancora non si vede
Economia

Edilizia in difficoltà,
la ripresa ancora non si vede

«Purtroppo, come ogni anno, i dati congiunturali riguardanti il nostro settore, pur presentando qualche timido segnale di ripresa, ancora non possono farci pensare di essere usciti da questo periodo

«Purtroppo, come ogni anno, i dati congiunturali riguardanti il nostro settore, pur presentando qualche timido segnale di ripresa, ancora non possono farci pensare di essere usciti da questo periodo di crisi che ormai dura da 7 anni». Così Luciano Mascarino, Capo Gruppo costruttori edili, ha esordito all'annuale assemblea del Gruppo costruttori edili dell'Unione industriale, che conta al suo interno 49 imprese associate per un totale di circa 500 dipendenti. Nel corso della riunione Mascarino, affiancato dalla vice Raffaella Fasolis, ha spiegato quanto svolto dai vertici del gruppo nell'ultimo anno e analizzato lo stato di salute del settore delle costruzioni, sia a livello provinciale che nazionale.

«Il Governo in carica – ha dichiarato Mascarino – ha provveduto negli ultimi mesi a licenziare diversi provvedimenti che rappresentano un punto di partenza per provare a rilanciare l'economia italiana. Ma questi non sembrano ancora sufficienti ad ottenere il risultato sperato. In tale quadro di riferimento il nostro comparto, dopo semestri di forte peggioramento, intravvede alcuni segnali meno negativi. I segnali positivi sono dovuti principalmente alla riduzione del prezzo del petrolio, al tasso di cambio più favorevole e all'immissione di liquidità da parte della Banca centrale europea. Mentre le problematiche che impediscono al settore delle costruzioni di ripartire sono note a tutti: mi riferisco, in particolare, al problema dell'accesso al credito da parte delle imprese e alle forti riduzioni della spesa in infrastrutture. Occorrerebbero quindi misure finalizzate ad una effettiva accelerazione nell'utilizzo delle risorse disponibili, così da poter dare continuità agli stanziamenti per la realizzazione di interventi pubblici utili ad incrementare la competitività dei vari territori».

«Altri aspetti invece – ha continuato – necessitano interventi mirati, come i ritardi nei pagamenti che continuano mediamente a superare i 5 mesi (nella nostra provincia i tempi di pagamento dei committenti pubblici raggiungono i 131 giorni). Purtroppo, quindi, non è ancora possibile parlare di una vera e propria ripresa: l'industria delle costruzioni rimane in estrema difficoltà». Nel corso dell'intervento sono emersi in tutta la loro gravità i dati del settore registrati dalla Cassa edile provinciale, secondo cui alla fine del 2014 le imprese iscritte all'Ente bilaterale erano 462 (contro le 782 di fine 2008), gli operai iscritti 1.487 (contro i 2.671 di fine 2008), mentre la massa dei salari è scesa inesorabilmente, non per effetto di una diminuzione delle retribuzioni ma del numero di dipendenti, dai 35,5 milioni del 2008 ai 28 milioni del 2012 ai 21 milioni del 2014. All'assemblea ha preso parte anche la presidente dell'Unione Industriale, Paola Malabaila, recentemente rieletta alla guida dell'associazione.

e.f.

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