Sagre, pro loco tartassatee i piatti costeranno di più
Economia

Sagre, pro loco tartassate
e i piatti costeranno di più

Prima la buona notizia: il Festival delle Sagre 2015 si farà, nonostante la bufera di spending review sulla Camera di Commercio, che con la sua Azienda speciale la organizza. Poi la brutta notizia:

Prima la buona notizia: il Festival delle Sagre 2015 si farà, nonostante la bufera di spending review sulla Camera di Commercio, che con la sua Azienda speciale la organizza. Poi la brutta notizia: il costo dei piatti potrebbe subire un aumento di 50 centesimi per quelli principali e di 20 centesimi per i dolci e quelli cosiddetti minori. In più, chi era abituato a bersi il bicchiere di vino con il piatto comprato ad uno degli stand in piazza del Palio nel ristorante all’aperto più grande d’Italia, dovrà sborsare altri 50 centesimi. Questi ritocchi all’insù sono il frutto di un compromesso raggiunto fra le Pro Loco e la Camera di Commercio dopo un inverno di incontri, riunioni e discussioni. Partendo da una certezza: a causa dei tagli dei diritti camerali e ad una diminuzione generale dei contributi alla manifestazione, la Camera di Commercio non poteva più sostenere il corso del Festival delle Sagre, calcolato complessivamente intorno ai 300 mila euro.

Una manifestazione importantissima sia per la visibilità della città che per le casse delle Pro Loco, alcune delle quali “tirano” su incassi che garantiscono loro la tranquillità finanziaria per tutto l’anno. Fino al 2013 la quota di partecipazione delle Pro loco uguale per tutte era di 500 euro; l’anno scorso era salita a 770 per andare incontro già ai primi mancati contributi. Quest’anno, secondo l’accordo sottoscritto con la Camera di Commercio, le Pro Loco si troveranno a sborsare molto di più per essere in piazza la seconda settimana di settembre. La Camera di Commercio, infatti, tratterrà 50 centesimi per ogni porzione dichiarata dalle Pro Loco allo scorso Festival delle Sagre. Questo significa che tutte pagheranno più della tradizionale quota di iscrizione tenendo conto che ci saranno pro loco che dovranno sborsare anche 7 o 8 mila euro. Una cifra che varierà dunque per ogni compagine a seconda dei piatti che aveva dichiarato di aver venduto nel 2014. Un primo acconto verrà chiesto prima del Festival delle sagre 2015 per i costi organizzativi e il saldo verrà versato dopo, per dare modo alle Pro Loco di attingere alla liquidità della manifestazione.

«La quota di ognuno di noi è basata sul 2014 – obietta Vincenzo Gianotti, segretario della Pro Loco di Mongardino – indipendentemente da come andrà nel 2015. Così se dovesse piovere e dunque gli incassi dovessero rivelarsi scarsi, a rimetterci saremo solo noi». In contropartita, la Camera di Commercio dà facoltà a tutti i partecipanti di innalzare il prezzo del piatto principale di 50 centesimi e i dolci e i piatti minori di 20 centesimi. Oltre a mettere il bicchiere di vino a pagamento. Ma rimane una scelta a discrezione delle varie Pro Loco che in queste settimane sono combattute sulla decisione da prendere: alzare i prezzi rischiando di vendere meno porzioni o tenere il prezzo degli altri anni rischiando di non recuperare la quota da versare alla Camera di Commercio?

Fra le proposte avanzate dai presidenti e respinte dalla Camera di Commercio vi era anche quella di poter vendere le bottigliette d’acqua e i caffè agli stand e di allungare il week end del festival aggiungendo anche la serata del venerdì,  sempre per andare ad ammortizzare la quota di iscrizione quest’anno così esosa a confronto degli anni scorsi. La scorsa settimana le Pro Loco dovevano restituire il modulo di iscrizione che implicava l’accettazione delle nuove condizioni economiche. Tutte le Pro Loco l’hanno rimandato indietro tranne una. «Ma non per l’aumento della quota, bensì per problemi organizzativi interni» sottolinea il presidente della Camera di Commercio Mario Sacco. «Quello richiesto alle pro loco è un grande sacrificio – commenta Patrizia Bella, presidente di Santa Caterina di Rocca d’Arazzo, fra quelle che, a conti fatti, dovrà sborsare più di 8 mila euro –  ma ci teniamo tutti al Festival delle Sagre e faremo tutto il possibile per mantenerlo nel tempo».

Daniela Peira

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