Gavazza 1913
Economia

Gavazza 1913, assicurazione contro il Coronavirus a favore dei 170 dipendenti

L’azienda, che macella e lavora carne, ha sede a Castello d’Annone e conta una rete di 50 punti vendita, soprattutto nel Torinese

Polizza sanitaria contro il Covid

Anche nell’Astigiano ci sono aziende che hanno stipulato polizze assicurative contro il Coronavirus a favore dei propri dipendenti. Alcune perché applicano contratti di lavoro nazionali che prevedono polizze sanitarie che si sono adeguate all’emergenza. Altre in virtù di una decisione “in proprio”. Tra queste ultime la Gavazza 1913 SpA, azienda di Castello d’Annone che macella e lavora carne (di tutti i tipi). Carne che viene venduta, insieme a salumi e formaggi, a macellerie, supermercati, ristoranti e proposta alla rete di 50 punti vendita di macelleria e gastronomia, gestiti direttamente dall’azienda, presenti soprattutto in provincia di Torino. Tanto che, in totale, conta 170 dipendenti, divisi tra stabilimento e negozi.

Il commento del titolare

«Abbiamo deciso di pagare la polizza, costata 1.500 euro – spiega Enrico Gavazza, contitolare dell’azienda insieme ai fratelli Walter e Maurizio – come gesto per andare incontro ai dipendenti, verso cui c’è sempre stato un rapporto di attenzione. La polizza prevede che, se si viene colpiti da Covid-19, si ha diritto ad una diaria giornaliera di 100 euro in caso di ricovero in ospedale e ad una copertura di circa 4mila euro per eventuali cure post degenza».
Nelle scorse settimane, poi, quando le mascherine erano introvabili, l’azienda ha dotato tutti i lavoratori di questo dispositivo di protezione. «Le abbiamo fatte fare da un’azienda vicina a noi – continua Enrico Gavazza – perché non riuscivamo ad acquistarle da nessuna parte».
L’azienda, infatti, ha continuato a lavorare in questo periodo di emergenza sanitaria, dato che svolge un’attività essenziale. Ma com’è la situazione? «Si pensa che nei supermercati le vendite siano rosee – conclude – ma in realtà, per quanto ci riguarda, non abbiamo visto grandi incrementi, sia perché sono in vigore gli accessi scaglionati sia per le scelte differenziate dei consumatori. Se riguardo alla carne lavoriamo bene, abbiamo registrato una flessione sui prodotti di gastronomia: siccome sono pronti e vengono consumati tal quali, da quando è cominciata la pendemia la gente è diventata diffidente».

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