Asta dei preziosi, vendutioltre duecento tra braccialetti, anelli
Economia

Asta dei preziosi, venduti
oltre duecento tra braccialetti, anelli

«Lotto n. .., costituito da due anelli con pietre.. base d’asta 750 euro … 800 euro al n. 94, 825 euro, 850, 875, 875 e uno, 875 e due, 875 euro e tre, aggiudicato al n. 63». Con questa formula

«Lotto n. .., costituito da due anelli con pietre.. base d’asta 750 euro … 800 euro al n. 94, 825 euro, 850, 875, 875 e uno, 875 e due, 875 euro e tre, aggiudicato al n. 63». Con questa formula l’avvocato Pierfranco Marrandino, insieme ai funzionari della CrAsti Mario Udo e Luciano Picasso, hanno proposto al pubblico presente in sala (circa un centinaio di persone) diversi tipi di oggetti preziosi, in oro o argento, che sono stati messi all’asta nel salone sotterraneo della Cassa di Risparmio, in piazza Libertà. Sono stati venduti oltre duecento lotti di vario tipo e valore, con braccialetti, anelli, sacchettini contenenti oggetti d’oro di scarsa fattura: ognuno di essi è stato posto su di una lavagna luminosa, visto dai presenti e messo all’asta.

Gli interessati avevano preso visione della merce il giorno precedente ed ognuno attendeva l’oggetto desiderato, pronto a fare la sua offerta: come sempre, l‘interesse del compratore determina anche la quantità dei rilanci, che possono però far lievitare il prezzo dell’oggetto oltre la sua reale convenienza. In sala si sono presentati acquirenti di ogni genere, magari per un regalo alla moglie o per i figli, ma indubbiamente (e bastava guardare chi faceva le offerte) la maggior parte dei lotti è stata aggiudicata a professionisti del settore, gioiellieri o “compra oro”, che avevano preso visione dei preziosi ed avevano quindi le idee ben chiare, soprattutto sulle somme massime da pagare. Infatti, alla cifra di aggiudicazione vanno aggiunti i diritti d’asta e l’IVA, che, a titolo esemplificativo, portano a 1244 euro il costo finale di un oggetto che è stato acquistato a 1000 euro.

L’asta, che non si teneva da due anni, ha avuto un indubbio successo e si è chiusa nella giornata di giovedì, la prima delle due previste. Si ventila ora la possibilità che il prossimo anno si faccia una nuova asta, conseguente all’ingresso della BiverBanca nel Gruppo Cassa di Risparmio di Asti: potrebbe trattarsi di un’occasione particolarmente interessante per quantità di materiale, ma al momento non c’è nulla di definito. Ma da dove provengono gli oggetti che l’avvocato Marrandino ha posto in vendita? Si tratta di preziosi portati al Banco dei Pegni dell’Agenzia 8, valutati dai periti della banca e trattenuti in cambio della cifra stabilita: il proprietario può riscattarli quando vuole, sino all’ultimo minuto prima dell’asta, ma se non lo fa, dopo due o tre anni, i preziosi vengono venduti. La mattina della vendita, infatti, diverse persone si sono presentate agli sportelli del Banco dei pegni per riprendersi i loro oggetti, restituendo la somma avuta in prestito.

Renato Romagnoli

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