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Economia

I gestori del Gener Neuv riaprono
da Eataly? Solo voci per il momento

Da quando Piero e Pina Fassi hanno deciso che la fatica e il tempo avevano avuto la meglio rispetto alla forza di continuare e Asti è rimasta orfana dal Gener Neuv, la speranza che in qualche modo il

Da quando Piero e Pina Fassi hanno deciso che la fatica e il tempo avevano avuto la meglio rispetto alla forza di continuare e Asti è rimasta orfana dal Gener Neuv, la speranza che in qualche modo il ristorante potesse riaprire è stata sempre presente.

Da qualche giorno però le voci in città si rincorrono e qualcuno associa il loro nome al colosso Eataly. «Diversi sono gli imprenditori top della cucina italiana – ha spiegato l'Assessore Andrea Cerrato – che potrebbero essere interessati. Pensate a chi ha riavviato i Buoi Rossi storico locale alessandrino. Al di là dei nomi il Monferrato è sotto l'occhio di molti, è un territorio emergente. Impariamo però a trattarlo meglio e a non denigrare tutto quello che si fa tramite i social. Che sono uno strumento favoloso ma molto pericoloso se gestito in maniera non accorta. Io dico che abbiamo tanti ristoratori e ottimi produttori di vini che parlano tanto e fanno sentenze ma nessuno di loro si è mai messo in gioco per rilevare il Gener Neuv, vera istituzione del Piemonte. Se arrivasse qualche produttore da fuori come reagirebbero? Si direbbe nuovamente che le istituzioni sono disattente. Questa è la differenza con le Langhe: si scarica sempre la scusa sul pubblico».

Nessuna notizia, nonostante il bombardamento di telefonate cui li abbiamo sottoposti, trapela dagli ambienti astigiani di Eataly se non qualche sorriso di circostanza e un "le cose vanno dette se sono certe". «L'annuncio della chiusura – ha aggiunto Angela Motta – dello storico locale di Piero e Pina Fassi è stato un duro colpo per Asti, tutti noi abbiamo sperato che qualcuno potesse continuare la tradizione di una famiglia che ha portato la cucina piemontese a raggiungere alte vette. Qualità, semplicità e tradizione tutte cose che vorremmo ritrovare se fosse vero il loro ritorno». Una battuta arriva anche da Maurizio Gily direttore di Millevigne e noto agronomo. «Se fosse vero – chiude Gily – non mi stupirebbe, gli farei tanti auguri perché sarebbe una buona cosa per Asti».

l.p.

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