Guasco Giorgio
Economia

“I supermercati sono regolarmente riforniti, ma la gente fa scorta lo stesso”

Intervista a Giorgio Guasco, presidente onorario del consorzio 3A, gruppo di acquisto per oltre 150 punti vendita a marchio Despar

Parla Giorgio Guasco

«I camion stanno continuando a scaricare la merce. E’ successo anche stamattina (ieri per chi legge, ndr), dopo l’entrata in vigore del nuovo decreto restrittivo che riguarda l’Astigiano. I cittadini possono stare tranquilli che continueranno a trovare il cibo sugli scaffali dei supermercati. L’assortimento sarà infatti garantito – magari non di tutte le marche, ma per generi sì – ad eccezione di alcuni detergenti che sono andati a ruba nei giorni scorsi, per i quali i produttori hanno bisogno di qualche giorno in più per inviare la merce».
Parola di Giorgio Guasco, titolare del supermercato Despar di via Gozzano ad Asti e, soprattutto, presidente onorario del consorzio 3A, con sede a Quarto, gruppo di acquisto che si occupa di rifornire di merce oltre 150 supermercati tra Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta e parte della Lombardia. Sono tutti punti vendita a marchio Despar di proprietà dei 127 soci del consorzio.
Gli abbiamo posto alcune domande sulla situazione attuale dominata dall’emergenza Coronavirus.

I generi più venduti nei supermercati

Nonostante il panico delle prime ore, con clienti in fila nei supermercati, le merci continuano ad arrivare…
«Certo, il nuovo decreto lo consente. Stamattina (ieri per chi legge, ndr) presso il nostro magazzino di Quarto sono arrivati 20 camion pieni di merce destinata ai supermercati del consorzio. Unico “neo”, verificatosi una sola volta, è legato ai camionisti che fanno resistenza a venire nell’Astigiano a scaricare per timore di contrarre il virus, in quanto facciamo parte delle province in cui sono scattati da sabato notte i provvedimenti restrittivi».
Quali sono gli articoli che sono andati più a ruba nei giorni scorsi tra gli scaffali dei supermercati?
«Sono stati venduti moltissimi detersivi e detergenti (soprattutto Amuchina, candeggina, alcol), carta igienica, acqua minerale. E poi prodotti a lunga conservazione che servono a fare scorta in casa: pasta, farina, legumi, surgelati. Per quanto riguarda gli altri prodotti non abbiamo avuto cali, se non acquisti più cauti di prodotti di gastronomia e del banco affettati. Nonostante tutti i controlli e le norme igieniche rispettate, i clienti psicologicamente preferiscono comprare la vaschetta di prosciutto sottovuoto che non farsi affettare il salume al banco».
Quali le conseguenze, nel breve e nel lungo periodo?
«Nel breve periodo questi comportamenti, peraltro immotivati perché l’assortimento nei supermercati sarà sempre garantito, provocano la mancanza per alcuni giorni di alcuni detergenti, in quanto i produttori devono avere il tempo di produrli nuovamente in gran quantità. Unica eccezione l’Amuchina: è andata talmente a ruba che, per fare un esempio, come 3A ne abbiamo richiesti 800 cartoni e ne abbiamo ricevuti 9, tanto che non li ho distribuiti perché mi sembrava di fare preferenze tra i soci».
«Altre due conseguenze, nel lungo periodo, saranno che la gente che ha fatto scorte eccessive rischierà di buttare ciò che non risucirà a consumare. Mentre i supermercati non venderanno più detergenti e detersivi per alcuni mesi dopo la fine dell’ermegenza».

Le regole nei punti vendita

Come vi siete organizzati, come soci titolari di supermercati, a livello di personale con l’entrata in vigore del nuovo decreto?
«Ci siamo confrontati e abbiamo deciso, considerando anche alcuni punti pochi chiari del documento, di utilizzare prima di tutto il buon senso per rispettare le norme che giustamente prevedono di contenere la diffusione del virus. Faccio un esempio. Non essendo ben specificato chi, tra i dipendenti, debba utilizzare le mascherine, noi abbiamo deciso di farle indossare ai cassieri e a coloro che lavorano al banco (gastronomia, carne, affettati) in modo che, anche a livello psicologico, rassicurino i clienti. Inoltre, ovviamente, controlliamo che vengano rispettate le distanze di sicurezza tra le persone e non si creino assembramenti».
«Per quanto riguarda, poi, la limitazione dei giorni di apertura contenuta nel decreto, nei supermercati associati non cambia nulla, dato che parliamo di superfici commerciali di piccole dimensioni che non sono intaccate dal divieto di apertura nel fine settimana. I nostri supermercati, quindi, mantengono l’orario solito di apertura settimanale. Per quanto riguarda i circa 30 punti vendita disseminati nell’Astigiano, la maggior parte è aperta fino al sabato compreso; alla domenica solo quelli che si trovano nei paesi più piccoli».

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