Attività degli sportelli a rischio, venerdì, nella sede Inps di via Fratelli Rosselli. Per tutto il giorno si terrà infatti lassemblea dei dipendenti, molti dei quali sono stati invitati a
Attività degli sportelli a rischio, venerdì, nella sede Inps di via Fratelli Rosselli. Per tutto il giorno si terrà infatti lassemblea dei dipendenti, molti dei quali sono stati invitati a partecipare al presidio che coinvolgerà tutti i lavoratori Inps del Piemonte che si svolgerà a Torino, sotto la sede della Prefettura. La mobilitazione, che ha già visto lo svolgimento di unassemblea dei lavoratori nei giorni scorsi, è promossa unitariamente da Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa e Fialp Cisal per scongiurare «i tagli alla produttività dei lavoratori, che verranno effettuati dopo che la Ragioneria generale dello Stato ha bocciato il piano contenente le misure di riduzione della spesa presentato dallInps».
I sindacati hanno quindi proclamato lo stato di agitazione e denunciano il «nuovo pesante attacco nei confronti dei lavoratori dellistituto». Come sottolinea Salvatore Bullara (Cisl Fp Alessandria e Asti), «la minaccia è quella di intervenire sul salario accessorio, ovvero su quella parte importante del salario (pari a circa 200/300 euro al mese a dipendente) che serve a finanziare i progetti speciali, dalle iniziative di vigilanza alle riorganizzazioni volte a ridurre i tempi di disbrigo delle pratiche. Parliamo di fondi, quindi, che vengono concessi sono al raggiungimento degli obiettivi prefissati, la cui assenza determinerà buste paga più leggere ai lavoratori e servizi meno efficienti ai cittadini».
«Se cè un taglio da fare – sottolineano le quattro organizzazioni sindacali – è quello sulla spesa improduttiva e sulle risorse inutilizzate. Inoltre occorre una riorganizzazione dellEnte, come i sindacati chiedono da tempo, un vero piano di organizzazione per limpiego e la valorizzazione del personale, per la gestione del patrimonio, per linnovazione e il miglioramento delle procedure e dei servizi. Tagliare i finanziamenti ai progetti speciali è ingiusto e insensato – concludono – in primo luogo perché si penalizzerebbero, ad obiettivi raggiunti, lavoratori già sottoposti al blocco dei contratti».
e. f.