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Economia

Jobs Act: lo spot della Cgil
per difendere l’articolo 18

La Cgil sta cambiando volto, anzi, modo di porsi nell’ambito della politica nazionale. Una dimostrazione? La manifestazione di sabato scorso in piazza San Secondo per sensibilizzare i cittadini

La Cgil sta cambiando volto, anzi, modo di porsi nell’ambito della politica nazionale. Una dimostrazione? La manifestazione di sabato scorso in piazza San Secondo per sensibilizzare i cittadini sulle problematiche inerenti la soppressione dell’articolo 18 dallo statuto dei lavoratori. Non più assemblee, incontri, dibattiti, o comunque non solo, ma semplicemente uno spot per rispondere con le stesse armi alla politica delle immagini, degli slogan, della grande comunicazione sul video. Renzi in questo senso, dicono dal sindacato, è un maestro e noi vogliamo rispondere alla stessa maniera. E così la Cgil in piazza San Secondo è arrivata con un maxi schermo dove ha proiettato immagini, interviste alla gente e soprattutto il suo spot nel quale è stato messo in luce quella sorta di ambiguità riscontrata nella politica di Renzi.

“Noi siamo contrari alla politica del premier – ha detto Giovanni Prezioso, segretario generale della Cgil – non condividiamo la strada che ha imboccato sulle questioni del lavoro. Abolire l’articolo 18 è un danno per il lavoratore. In questo modo non esisterebbero più dei veri contratti a tempo indeterminato. Tutti diventerebbero a tempo determinato in quanto i lavoratori potranno essere lasciati a casa in qualsiasi momento, basta che il datore di lavoro dica di non poterli più pagare”. Secondo il sindacato ci troviamo di fronte ad una sorta di attentato ai diritti dei lavoratori. E anche la riduzione dei costi del lavoro, programmati in linea unidirezionale, non trova concordi gli uomini della Cgil.

“Non far pagare i contributi agli imprenditori per i primi tre anni di assunzione – ha continuato il segretario generale della Cgil – non presenta poi tutti quei vantaggi. Significa ancora una volta creare tutti posti a tempo determinato. Il datore di lavoro sarà centamente tentato di licenziare il lavoratore una volta completato il terzo anno per assumerne uno nuovo. Bisogna stare attenti, quando si lanciano idee di questo genere a non ricadere sempre nello stesso problema. Oltre all’eliminazione dei contributi Renzi deve dare anche altre garanzie”.

Lo spot proiettato più volte in piazza San Secondo, parallelamente ad un fitto volantinaggio, terminava con l’invito a prendere parte alla grande manifestazione organizzata dal sindacato a Roma il 25 ottobre prossimo. Sono già pronti sette autobus da Asti e probabilmente da Torino partiranno anche due treni speciali, solo che faranno “rotta” su Milano per poi proseguire verso la capitale, senza passare da Asti. Quindi gli astigiani avranno come unico mezzo di trasporto l’autobus. A Roma chiederanno a Renzi di non abolire l’articolo 18 visto che, dicono i sindacalisti, non è vero che gli altri paesi europei non ce l’hanno. “Le tutele dei lavoratori – ha concluso Prezioso – sono presenti in ogni paese dell’Europa”.

Flavio Duretto

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