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Economia

«L’innovazione continua nonostante la crisi»
Fondazione Goria: su 133 imprese l’85% investe

Nei giorni scorsi, nella sede dell’Università, la Fondazione Giovanni Goria ha presentato il suo secondo report di ricerca sul territorio

Nei giorni scorsi, nella sede dell’Università, la Fondazione Giovanni Goria ha presentato il suo secondo report di ricerca sul territorio. Dopo la pubblicazione del focus “Asti domani – Idee per

Nei giorni scorsi, nella sede dell’Università, la Fondazione Giovanni Goria ha presentato il suo secondo report di ricerca sul territorio. Dopo la pubblicazione del focus “Asti domani – Idee per un’economia della conoscenza”, la Fondazione ha infatti rivolto la sua attenzione al mondo dell’impresa nell’ambito provinciale. Il titolo del dossier è “Eccellenze senza rete. Il territorio e le sue imprese, analisi delle loro caratteristiche e potenzialità”. Il presidente Marco Goria, nel salutare il numeroso pubblico intervenuto alla presentazione, ha sottolineato come lo scopo della Fondazione Goria sia quello di «contribuire allo sviluppo del territorio, auspicando che queste indagini possano essere uno stimolo al confronto e alla discussione per tutti gli attori del nostro territorio».

Coordinati da Carlo Cerrato, hanno presentato la ricerca il prof. Maurizio Cisi e il dott. Fabio Sansalvadore del Dipartimento di Management dell’Università di Torino, che hanno realizzato questo ampio lavoro di ricerca e di analisi. Fabio Sansalvadore ha spiegato come la ricerca «si sia proposta di descrivere il contesto di riferimento delle aziende astigiane e la loro presenza sul territorio, di individuarne i tratti caratteristici sotto il profilo economico-finanziario e di analizzarne, per quanto possibile, tramite un’analisi esterna, la struttura e l’attività in termini di capacità di competere, di innovare e fare rete». L’analisi è stata effettuata sulla base delle 26mila aziende che componevano, negli anni 2009-2011, la struttura imprenditoriale del territorio, grazie ai dati forniti dalla Camera di Commercio. Dal contesto generale ci si è poi soffermati su quelle aziende che hanno tratti di eccellenza, in termini di dimensione, crescita del fatturato e redditività.

Questa analisi è stata compiuta entrando nelle aziende, sia attraverso l’analisi dei bilanci, sia per mezzo di questionari e colloqui. Maurizio Cisi, parlando in generale dei risultati di questa indagine, sottolinea che «le imprese astigiane durante la crisi hanno comunque investito in formazione e in innovazione, anche se ciò non sempre va di pari passo con il fatturato». Sul campione composto dalle 133 aziende intervistate, infatti, il 77% delle aziende ha investito in formazione e l’85% ha realizzato investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione. Un dato interessante è che le aziende che utilizzano brevetti li hanno creati internamente e l’8% delle aziende ha realizzato nuovi prodotti, pur senza grandi investimenti in macchinari. Dall’analisi emerge un gap di managerializzazione, principalmente sull’utilizzo di strumenti di programmazione e controllo, accompagnato da una scarsa propensione all’apertura degli assetti proprietari e alla finanziarizzazione. Le forme articolate di controllo di gestione sono ancora poco diffuse e la governance è elementare, poco aperta ad investitori esterni.

Un ultimo dato, che dà anche il titolo a questo report di ricerca è che le imprese astigiane danno un’adesione limitata a forme di aggregazione poco invasive, non hanno attitudine a lavorare in rete, condividendo informazioni, processi, attività. Su 133 aziende solo 29 aderiscono ad un Consorzio di imprese, 6 partecipano ad un’associazione temporanea di imprese e nessuna prende parte ad un’associazione in partecipazione. In base ai dati emersi, quindi, la Fondazione Gora ha sottolineato che «c’è molto lavoro da fare per tutti gli attori di un territorio in cerca di identità e strategie».

Alessia Conti

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