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Economia

«Pericoloso lo smaltimento dei rifiuti speciali»
Per il Tar la New Energy deve restare chiusa

Il Tar Piemonte respinge il ricorso di Demetrio Saraceno, titolare della New Energy Power, a seguito della sospensione dell’attività di raccolta e smaltimento rifiuti speciali derivanti dal settore

Il Tar Piemonte respinge il ricorso di Demetrio Saraceno, titolare della New Energy Power, a seguito della sospensione dell’attività di raccolta e smaltimento rifiuti speciali derivanti dal settore auto, in quanto “pericolosa per la salute pubblica”. Una vicenda complessa, che si protrae da lungo tempo e che, a vario titolo, ha coinvolto l’azienda, il servizio ambiente della Provincia e il Comune di Villanova, ai quali Saraceno dovrà corrispondere un risarcimento di tremila euro per le spese legali. «Dopo l’avvio dell’attività nel 2009 – spiega il Commissario Vito Parisi, comandante della polizia locale di Villanova, autore dell’ordinanza di immediata interruzione delle attività all’interno dello stabilimento New Energy Power – nel 2011 un primo controllo effettuato dalla Provincia ha rilevato una serie di anomalie cui hanno fatto seguito una serie di prescrizioni sullo svolgimento dell’attività alle quali il signor Saraceno non si è mai attenuto.

Ne è derivata, nel 2012, la prima sospensione dell’autorizzazione integrale ambientale, che consentiva però un’attività minima per il mantenimento in funzione degli impianti. Nel 2013 – prosegue Parisi – un controllo della Guardia forestale accerta che la New Energy Power prosegue la normale attività, la Provincia emana un provvedimento di diffida mandandone copia anche a noi e nel giugno 2014 ho firmato l’ordinanza di immediata interruzione dell’attività». A seguito dell’ordinanza della polizia municipale Saraceno procede con il ricorso al Tar sostenendo l’incompetenza del commissario Parisi, l’irregolarità di tempi e modi di consegna dell’ordinanza, la non chiara definizione del pericolo per la salute pubblica. «Tutte dichiarate non pertinenti», sottolinea Parisi.

Per tutta risposta Saraceno si dichiara determinato ad andare fino in fondo: «Andrò al Consiglio di Stato perché ritengo di avere ragione. Non capisco tanto accanimento e ostruzionismo nei miei confronti. La scorsa settimana ho fatto esposto alla Commissione parlamentare di Strasburgo per il mancato rispetto dei termini del rilascio della documentazione necessaria per l’esportazione in Slovenia dei materiali recuperati dalla mia attività, da parte dello sportello unico del Comune di Villanova, tempi che sono stabiliti dalle direttive comunitarie. Tra l’altro – sottolinea Saraceno – emerge in questo caso una chiara contraddizione: com’è possibile che la mia attività non sia in regola quando fino all’anno scorso ero autorizzato all’esportazione di parte del materiale recuperato?».

Alle problematiche ambientali si intrecciano le irregolarità edilizie, riguardanti l’ampliamento di una copertura a ridosso del confine della proprietà, in violazione della distanza minima di cinque metri imposta dalla normativa, evidenziate dall’ufficio tecnico del Comune e sfociate in un contenzioso tra Saraceno e la proprietà confinante, conclusosi con la condanna del primo a sostenere le spese di lite. «Le prime due richieste di sanatoria della struttura sono state respinte perché inadeguate, ora attendiamo la dichiarazione di fine lavori di adeguamento e la successiva richiesta di agibilità per procedere alle verifiche del caso e al rilascio della documentazione», fa sapere Giancarlo Nettini, responsabile del settore edilizia privata dell’ufficio tecnico comunale.

Franco Cravero

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