È iniziato giovedì scorso, per continuare fino al 9 aprile, lo sciopero proclamato a livello nazionale da Slc Cgil e Uil Poste che riguarda i dipendenti di Poste Italiane.
Uno sciopero delle prestazioni straordinarie e aggiuntive che vuole essere una risposta all’accordo firmato dall’azienda a livello nazionale con altre quattro sigle sindacali.
Accordo che Slc Cgil e Uil Poste non approvano, come spiega la segretaria della categoria sindacale della Camera del lavoro, Patrizia Bortolin, che giovedì scorso ha inaugurato il periodo di sciopero con un presidio davanti all’Unione industriale.
La contrarietà all’accordo
«Abbiamo scelto quella sede – spiega – in quanto Poste Italiane è la più grande azienda presente nella nostra provincia, dove peraltro conta oltre 420 lavoratori. Un modo per far sentire la nostra voce su un accordo, seguito peraltro all’apertura del conflitto con l’azienda da parte delle quattro sigle sindacali firmatarie, che prevede una riorganizzazione delle zone di recapito e di corriere che, nell’Astigiano, andrà a discapito dei lavoratori».
L’accordo prevede infatti tre riorganizzazioni per Poste Italiane SpA (poste comunicazione logistica, mercato privati e digital tecnology operation), che secondo Cgil e Uil, sono squilibrate e danneggiano lavoratori e clienti. «La trattativa nazionale, se così si può chiamare – incalza – è durata solo cinque giorni. Come sempre più spesso capita, a seguito di un’iniziativa unitaria, che ha previsto anche l’apertura delle procedure di raffreddamento propedeutiche allo sciopero, si è giunti all’ennesimo accordo separato».
La mobilitazione
A seguito della firma Slc Cgil e Uil Poste hanno aperto un conflitto contro Poste Italiane, iniziato con il deposito di una denuncia per condotta antisindacale.
«Successivamente – continua – abbiamo provato a riaprire la trattativa, ma ci siamo scontrati con la chiusura aziendale, per cui la procedura si è conclusa con esito negativo.
Ha quindi preso il via una stagione di lotta per riportare gli interessi dei lavoratori al centro di Poste Italiane. Iniziata con lo sciopero, proseguirà con altre iniziative».
La riorganizzazione in provincia di Asti
La sindacalista spiega quali sono, a livello provinciale, le conseguenze dell’accordo, che dovrebbe essere applicato dal prossimo ottobre.
«La riorganizzazione – anticipa – porterà al taglio di quattro zone portalettere a Canelli, altrettante a Villafranca e addirittura di 21 zone (circa un terzo del totale) ad Asti città, dove saranno istituite 42 zone corriere, destinate cioè al recapito di pacchi».
«Due – continua – le considerazioni in merito. Da una parte si ampliano notevolmente le zone che i portalettere devono coprire: capisco che la corrispondenza sia diminuita, ma non si può ragionare senza tener conto del servizio che il lavoratore è chiamato a svolgere».
«Dall’altra, il fatto che Poste Italiane voglia aumentare le zone corriere dovrebbe portare ad un ragionamento sull’orario settimanale e sui giorni di riposo dei lavoratori di questo ambito. Tutte questioni molto importanti che, invece, sono rimaste in sospeso».