Preoccupazione tra gli artigiani: «Occore vera riforma del lavoro»
Economia

Preoccupazione tra gli artigiani:
«Occore vera riforma del lavoro»

La prima indagine trimestrale congiunturale del 2015 di Confartigianato conferma le forti preoccupazioni degli artigiani, anche se non mancano alcuni parziali accenni ad un minore pessimismo. Il saldo

La prima indagine trimestrale congiunturale del 2015 di Confartigianato conferma le forti preoccupazioni degli artigiani, anche se non mancano alcuni parziali accenni ad un minore pessimismo. Il saldo della produzione totale è meno negativo, passando -25,13% all'attuale -23,93%. Anche il saldo dei nuovi ordini migliora, pur rimanendo ben al disotto dello zero: dal -68,71% al -65,96%. Purtroppo le previsioni di carnet ordini superiori ai tre mesi rimangono sullo 0%, come nei cinque ultimi trimestri, confermando le forti difficoltà delle piccole imprese ad una programmazione di medio periodo. Per quanto riguarda i nuovi ordini per esportazioni, la negatività del saldo si riduce lievemente, passando dal ?8,68% al ?8,56%. Le previsioni di incassi regolari salgono dal 33,09% al 34,63%; le stime di ritardi scendono dal 65,1% al 63,62%. Le imprese che intendono investire per ampliamenti salgono dallo 0% dei cinque sondaggi precedenti allo 0,39%.

Coloro che prevedono investimenti per sostituzioni passano dallo 0% dei cinque ultimi trimestri all'attuale 0,58%. Aspetti di maggiore criticità presenta l'andamento occupazionale il cui saldo passa dal -0,53% all'attuale ?2,53%. Coloro che intendono assumere manodopera specializzata si attestano nuovamente sullo 0%, come nelle cinque ultime rilevazioni. Le imprese intenzionate all'assunzione di manodopera generica salgono dallo 0,18% allo 0,58%. La propensione ad assumere apprendisti sale dallo 0,18% allo 0,39%. Nonostante tale modesto incremento, permane la sfiducia degli artigiani verso un istituto che non risponde ancora alle esigenze di produzione ed organizzazione del comparto.
"Occorre una riforma del mercato del lavoro che incentivi le assunzioni – dicono dalla Confartigianato – ma occorre, quale priorità delle priorità, anche creare le condizioni per la ripresa. Le aziende non assumeranno se il costo del lavoro diminuirà, ma se avranno bisogno di aumentare il personale per far fronte ad un'accresciuta mole di lavoro".

f.d.

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