Produzione industriale 3
Economia
Congiuntura economica

Produzione manifatturiera, i dati sono incoraggianti

Positivi per l’Astigiano i risultati del primo trimestre 2021 che emergono dall’indagine di Unioncamere Piemonte. Coscia: «Le risorse europee saranno di aiuto»

Torna a crescere la produzione manifatturiera in provincia di Asti.
Emerge dall’indagine sulla congiuntura economica piemontese che ha coinvolto un campione di 1.796 imprese manifatturiere, con un totale di 89.530 addetti e quasi 49 miliardi di euro di fatturato, condotta trimestralmente da Unioncamere Piemonte in collaborazione con gli Uffici studi delle Camere di commercio provinciali. Indagine che ha evidenziato, con riferimento ai primi tre mesi dell’anno, un quadro d’insieme positivo con un incremento medio della produzione regionale del 5% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente.

I dati della provincia di Asti

In questo quadro la provincia di Asti ha registrato una crescita del 3,9%, lievemente inferiore al dato medio piemontese, ma in progressivo miglioramento rispetto al 2020, in cui gli effetti delle restrizioni per il contenimento della pandemia avevano determinato una sensibile contrazione produttiva (con una punta massima del – 14% nel secondo trimestre).
Considerato, poi, che già il primo trimestre 2020 aveva risentito delle conseguenze del lockdown, evidenziando una flessione della produzione, il completo recupero delle perdite causate dalla pandemia richiederà tempi lunghi.
Guardando all’andamento dei singoli comparti produttivi, il settore trainante è quello metallurgico e meccanico che evidenzia i risultati migliori, con un incremento della produzione dell’8,8%, seguito dalle industrie chimiche, della gomma e plastica, che registrano un aumento del 4,4%. Il settore alimentare, con un +0,1%, si mantiene stazionario, mentre vini e distillati fanno registrare un calo dell’1,2%. Infine gli altri settori di attività (materiali da costruzione, legno, mobili, tessile, abbigliamento) evidenziano una crescita media del 3,2%.
Con riferimento alla classe dimensionale le medie imprese (da 50 a 249 addetti) hanno conseguito maggiori performance produttive (+6,1%) rispetto a quelle di minori dimensioni, che hanno registrato una crescita di produzione del 2,9%, e alle grandi imprese (2,1%)
Risulta positivo anche l’andamento degli altri indicatori. Gli ordinativi interni sono cresciuti del 3,7%, quota che sale al 9,2% per gli ordinativi esteri, grazie soprattutto all’apporto dell’industria meccanica. Il fatturato totale registra un aumento del 3,6%, fino ad arrivare al 7,6% se si prende come riferimento il solo mercato estero. Il grado di utilizzo degli impianti si attesta al 63,9%, superiore non soltanto al dato del primo trimestre 2020 (55,8%), ma anche a quello registrato nei primi tre mesi del 2019 (60,1%). L’occupazione si mantiene in linea con l’anno precedente.

Il commento del presidente Coscia

«I dati congiunturali del primo trimestre dell’anno sono incoraggianti – commenta il presidente della Camera di commercio di Alessandria-Asti, Gian Paolo Coscia – il Piemonte ha reagito con forza e capacità di adattamento alle difficoltà causate dalla grave emergenza sanitaria che ha colpito le economie di tutto il mondo. C’è ancora molto da fare, ma le risorse che l’Europa ci metterà a disposizione saranno di aiuto nel percorso verso la ripresa. Mi auguro anche che possano favorire una sempre maggiore diffusione dei processi di digitalizzazione e innovazione, ancora carenti in particolare nelle imprese di piccole dimensioni».

La diffusione delle tecnologie digitali

L’indagine, infatti, ha anche monitorato, attraverso uno specifico questionario, la diffusione dei servizi e delle tecnologie digitali. E’ emersa una notevole differenza sul piano tecnologico e innovativo a seconda della dimensione aziendale. I dati elaborati evidenziano che in media in Piemonte il 41% delle aziende manifatturiere si avvale di tecnologie digitali, contro un 59% che dichiara di non utilizzarle affatto.
Questa seconda categoria sale al 65,4% in provincia di Asti, superando di oltre 6 punti la media regionale. Guardando ai dati in relazione alla classe dimensionale, tutte le grandi imprese con oltre 250 addetti dichiarano di usare tecnologie digitali, ma il dato diminuisce man mano che si riduce la dimensione. Considerato quindi l’alto numero di microimprese (in provincia di Asti sono il 96% del totale) si spiega la ragione della maggiore incidenza di aziende ancora non digitalizzate nel nostro territorio.
Per quanto riguarda le previsioni future soltanto il 5,2% delle aziende si dichiara intenzionato ad introdurre nuove tecnologie nei prossimi 12 mesi, mentre il 7% afferma di voler espandere i sistemi già in parte presenti in azienda.

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