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Economia

Saldi, bilancio negativo
E il meteo non ha aiutato

Bilancio negativo per i saldi estivi che terminano ufficialmente domani (sabato). E' quanto hanno rilevato le associazioni di categoria che si occupano del settore, Ascom Confcommercio e Confesercenti. «Ad agosto – spiega Claudio Bruno, direttore provinciale di Ascom Confcommercio – è continuato il calo dei consumi già rilevato nei mesi di giugno e luglio. Quello che emerge dal monitoraggio effettuato a livello nazionale dalla nostra associazione è che…

Bilancio negativo per i saldi estivi terminati ufficialmente sabato 30 agosto. E' quanto hanno rilevato le associazioni di categoria che si occupano del settore, Ascom Confcommercio e Confesercenti. «Ad agosto – spiega Claudio Bruno, direttore provinciale di Ascom Confcommercio – è continuato il calo dei consumi già rilevato nei mesi di giugno e luglio. Quello che emerge dal monitoraggio effettuato a livello nazionale dalla nostra associazione è che il 60% delle imprese ha denunciato una situazione degli incassi sostanzialmente invariata, a fronte di un 40% che ha registrato un peggioramento rispetto al 2013. Le imprese astigiane, purtroppo, rientrano in questo 40%».

«Come avevamo previsto ai primi di luglio, infatti – continua – dopo un avvio abbastanza buono la corsa agli acquisti si è molto raffreddata, determinando un bilancio che non può essere considerato positivo. Il settore che ha maggiormente sofferto è stato quello dell'abbigliamento. Fatte salve le performance rilevate in grandi città come Milano (+ 4%), Bari (+ 2%), Venezia (+3%), Palermo (+ 5%), e in coda Torino (+1%), il settore ha infatti palesato grandi difficoltà, a partire dai centri minori come Asti, dove i negozi hanno registrato, nel complesso, un peggioramento rispetto al 2013 che va dal 5 al 15%». Nonostante sia ancora grande l'attenzione posta dai consumatori verso il Made in Italy e alla qualità dei prodotti, Bruno ricorda come «in Italia, purtroppo, l'andamento dei consumi registra ormai un calo significativo che pare inarrestabile. Per rimanere nel campo dell'abbigliamento la spesa pro capite è scesa del 1,8% nel 2012 e del 3,1% nel 2013. Purtroppo la stessa percentuale è stata registrata dall'ultimo indicatore dei consumi di Confcommercio relativo al primo semestre di quest'anno: la dimostrazione è data dallo scontrino medio, che non ha superato i 100 euro (per la precisione il dato rilevato da Confcommercio è di 98 euro)».

Non ha quindi inciso in modo positivo, almeno per ora, il bonus fiscale degli 80 euro concessi dal Governo Renzi ai lavoratori dipendenti con redditi inferiori ai 25mila euro annui. «In tale contesto – conclude Bruno – poco o nulla hanno inciso questi soldi in più in busta paga. Alla luce dei segnali d'allarme che arrivano dal settore, infatti, vanno fatte ben altre riflessioni per fornire alla piccola e media impresa soluzioni e condizioni di ripresa, magari partendo dalla lotta alla contraffazione». Saldi caratterizzati da "segno meno" anche per Mauro Ardissone, presidente provinciale di Confesercenti.
«Come da previsioni – commenta – la stagione delle promozioni estive è andata bene nei primi due weekend, poi ha decisamente rallentato. A differenza degli altri anni, poi, la maggior parte dei negozianti non ha applicato da subito sconti elevati, ma li ha alzati progressivamente nel tempo per cercare di implementare le vendite. Una decisione dovuta anche al fatto che la stagione è stata fortemente influenzata dalle condizioni meteo, che non hanno favorito l'acquisto degli articoli prettamente estivi dato che la gente non ne sentiva il bisogno. Di conseguenza, in attesa di dati ufficiali, la mia sensazione è che le vendite siano un po' in calo rispetto all'estate 2013».

E riguardo al bonus degli 80 euro Ardissone mostra un certo ottimismo. «Per ora – precisa – non abbiamo visto effetti significativi derivanti da questa manovra, ma penso dipenda dal fatto che il provvedimento è stato da poco introdotto, per cui quei soldi sono stati utilizzati dalle famiglie per pagare alcuni arretrati. Se diventerà una misura strutturale, grazie a cui i lavoratori interessati si ritroveranno una busta paga più alta ogni mese, allora potrà avere qualche effetto benefico sul commercio».

Elisa Ferrando

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