A Torino contro la legge di stabilità«Abbassare le tasse a dipendenti e pensionati»
Economia

A Torino contro la legge di stabilità
«Abbassare le tasse a dipendenti e pensionati»

Il nodo fondamentale per consentire il rilancio del Paese è: ridurre le tasse a lavoratori e dipendenti e pensionati, ovvero a coloro che le hanno sempre pagate. Solo così si possono salvare tante

Il nodo fondamentale per consentire il rilancio del Paese è: ridurre le tasse a lavoratori e dipendenti e pensionati, ovvero a coloro che le hanno sempre pagate. Solo così si possono salvare tante famiglie ora in difficoltà e far ripartire i consumi, e quindi l’economia. E’ questa la principale richiesta avanzata al Governo da parte di Cgil, Cisl e Uil che domani promuovono in tutta Italia, precisamente in tutti i capoluoghi di regione, una manifestazione contro la Legge di stabilità attualmente in discussione. E che, in Piemonte, mira anche a protestare contro le politiche della Giunta regionale Cota.

Per quanto ci riguarda, la manifestazione si terrà a Torino, con partenza alle 9.30 da piazza Vittorio Veneto e interventi alle 11 in piazza Castello. Da Asti partiranno vari pullman alle 8 dalle varie sedi sindacali: attesi circa 300 Astigiani. «La manifestazione di sabato – spiega Giovanni Prezioso, segretario generale provinciale Cgil – è la prosecuzione dello sciopero generale unitario dello scorso 15 novembre, di cui condivide le motivazioni. In particolare, saremo in piazza per ribadire che non condividiamo le scelte politiche relative all’occupazione e al lavoro dipendente, che riteniamo assolutamente insufficienti. Bisogna assolutamente favorire l’occupazione, il lavoro, contro la desertificazione industriale, che interessa principalmente il nostro territorio, e la vendita dei marchi italiani a gruppi industriali stranieri. Il problema è che, di fronte a questa situazione di malessere e disagio, espressa recentemente anche dal cosiddetto movimento dei Forconi, il Governo risponde con provvedimenti che peggiorano solo la situazione».

Tra questi, la decisione del Governo, per la cassa in deroga, di stabilire «un finanziamento assolutamente insufficiente per completare l’anno in corso e, dal 2014, di definire misure restrittive che avranno, come unico effetto, quello di abbandonare i dipendenti delle imprese più piccole». La cassa integrazione in deroga, infatti, è un ammortizzatore sociale destinato alle aziende che non hanno diritto a cassa integrazione ordinaria e straordinaria, ovvero alle piccole imprese commerciali e artigianali al di sotto dei 15 dipendenti. A differenza degli altri ammortizzatori sociali, però, la cassa in deroga non si basa sul contributo di imprese e lavoratori in capo all’Inps, ma su fondi messi a disposizione dallo Stato attraverso le Regioni. «Se la cassa in deroga non sarà rifinanziata adeguatamente – ha specificato Prezioso – molte famiglie saranno in difficoltà. Basti pensare che, in base ai dati Inps, solo nel 2013 la cassa ha interessato 2.176 lavoratori e 448 aziende». D’accordo Armando Dagna, segretario generale provinciale Uil, che sottolinea come molte di queste aziende sono talmente in difficoltà che a fine anno chiuderanno.

«Nei nostri uffici – racconta – stiamo già vedendo le code di lavoratori che chiedono l’Aspi, la nuova indennità di disoccupazione». Tra i numerosi motivi alla base della protesta anche la richiesta di una seria politica industriale a livello nazionale e, in Piemonte, «l’assenza di scelte politiche da parte della Giunta Cota che, come sottolinea Prezioso, «non sta più governando e ha la sfiducia di buona parte del Consiglio». A margine un commento sulla cosiddetta protesta dei Forconi. «Manifesta un disagio diffuso – commenta Sergio Didier, segretario generale aggiunto Cisl di Asti e Alessandria – che rasenta la disperazione. Sentimenti che non possono essere ignorati e che, come sindacati, tentiamo di canalizzare verso richieste precise e puntuali, condannando ogni violenza». Chi volesse partecipare alla manifestazione può ancora prenotare un posto in pullman presso i sindacati Cgil, Cisl e Uil di Asti.

e.f.

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