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Economia

Sul tema del lavoro
il sindacato si spacca

Storica assemblea lunedì scorso delle tre sigle sindacali FIOM, FIM-CILS e UILM al Circolo Way Assauto per definire un documento unitario in cui osteggiare le recenti riforme del Governo in tema di

Storica assemblea lunedì scorso delle tre sigle sindacali FIOM, FIM-CILS e UILM al Circolo Way Assauto per definire un documento unitario in cui osteggiare le recenti riforme del Governo in tema di lavoro. Un attivo unitario con i segretari territoriali e i delegati nelle fabbriche che ad Asti non vedeva riunite le tre sigle sindacali dei metalmeccanici da almeno dieci anni e che avrebbe dovuto portare ad un’unione di intenti in difesa dei lavoratori. Così non è stato. Il documento, con data 13 ottobre, non è stato infatti firmato dalla FIOM ma solo dalla FIM e dalla UILM. Per la FIOM astigiana almeno due gli scogli insuperabili che per il momento non hanno consentito la ratifica del documento.

«All’interno del testo non ci è stato permesso di fare riferimento ai prossimi eventi organizzati come FIOM-CGIL, ossia lo sciopero di venerdì 17 ottobre con manifestazione a Torino e la grande manifestazione organizzata dalla CGIL per il 25 a Roma – spiega Mamadou Seck, segretario provinciale FIOM – Inoltre non ci siamo trovati d’accordo sul tema dell’art. 18. Come FIOM chiediamo il ripristino dell’articolo così com’era prima della Riforma Fornero. Ciò di cui parlano le altre sigle è ormai superato». Ma cosa prevede esattamente il documento firmato da UILM e FIM? In sostanza si stigmatizza la modifica dell’art. 18 che per i sindacati non porterà sviluppo e crescita al paese, nè attirerà investimenti stranieri.

A questo si aggiunge la riforma degli ammortizzatori sociali, che elimina la CGIS, strumento più volte utilizzato ad Asti per gestire i processi di deindustrializzazione avvenuti con Waya e Askoll. Inoltre nel documento i delegati di UILM e FIM si impegnano a organizzare assemblee unitarie nelle fabbriche al fine di informare tutti i lavoratori sul contenuto della legge delega. In programma a metà novembre anche una giornata di mobilitazione unitaria provinciale in cui coinvolgere non solo i metalmeccanici ma tutto il settore industriale. «Spiace che la FIOM non abbia voluto sottoscrivere il documento – commenta Silvano Uppo segretario UILM – in ogni caso per noi è già un successo aver condiviso l’attivo unitario, un incontro in cui riflettere sulle politiche nazionali del lavoro».

Tino Camerano segretario FIM-CILS aggiunge: «Auspichiamo che la FIOM superi questa titubanza iniziale e voglia condividere con noi l’iniziativa unitaria di mobilitazione». A questo proposito Seck dichiara: «Siamo d’accordo all’unità sindacale. Dopo le manifestazioni di ottobre faremo in modo di raggiungere un accordo, di formulare un nuovo documento con il quale arrivare ad una mobilitazione delle tre sigle». Su una cosa FIOM, FIM e UILM concordano: il movimento sindacale, diviso, fa male ai lavoratori.

Lucia Pignari

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