Sulla Russia c'è l'embargo,le mele astigiane non si vendono
Economia

Sulla Russia c'è l'embargo,
le mele astigiane non si vendono

Tra i prodotti agricoli "di nicchia" astigiani una nota la merita sicuramente la "Mela di San Marzano Oliveto". Un tempo largamente diffusa, arrivando a ricoprire pressoché

Tra i prodotti agricoli "di nicchia" astigiani una nota la merita sicuramente la "Mela di San Marzano Oliveto". Un tempo largamente diffusa, arrivando a ricoprire pressoché l'intero territorio comunale, oggi occupa non più di sei o sette aziende raggruppate nel Consorzio "Divina" che si impegna a promuovere le mele a marchio San Marzano Oliveto, caratterizzate da croccantezza e alto valore biologico. Accanto alla "Mela di San Marzano Oliveto", la produzione astigiana di mele comprende anche Golden Delicious, Stark, Cuper, Renetta, Jonagold, Granny Smith, Gala e nuove varietà di più recente introduzione per un totale di oltre 50 ettari di superficie coltivata concentrati a San Marzano Oliveto e in piccolissima parte a Refrancore e San Damiano.

Una fetta dell'economia agricola astigiana che nel suo piccolo "muove" diverse centinaia di migliaia di euro. Un ettaro di meleto produce all'incirca 300 quintali di frutta che arrivano sui mercati piemontesi e liguri a un prezzo mai inferiore all'euro al chilogrammo. Di questo euro circa la metà è quanto corrisposto al produttore. «La produzione di quest'anno è buona, pari o addirittura leggermente superiore a quella degli altri anni ? spiega un produttore di San Marzano Oliveto – l'estate piovosa, ci ha regalato mele grandi e quindi maggiori volumi». Una buona annata dunque ma le previsioni economiche, tenuto conto dell'embargo russo, sono altrettanto buone? Nelle ultime settimane si sente parlare di fondi e contributi regionali in soccorso di quei comparti agricoli colpiti dall'embargo russo. Cosa succede nell'astigiano?

Le mele della nostra provincia sono colpite da questa manovra politica? «L'embargo russo non ci colpisce direttamente ? spiegano i produttori – ma indirettamente sì, perché le mele che le grandi aziende non riescono a piazzare sul mercato russo si riversano su quello nazionale facendo aumentare quantitativi e concorrenza con la relativa diminuzione dei prezzi». A tal proposito dalla Coldiretti di Asti spiegano che da un paio di settimane gli agricoltori che hanno subito danni a causa dell'embargo russo possono accedere a contributi a tassi agevolati messi a disposizione della Regione che si fa carico di parte dell'interesse.

Non si tratta quindi di contributi ma di prestiti che può richiedere direttamente il singolo produttore e che, al momento, sono limitati al mercato di pesche e susine, vale a dire i comparti colpiti nel periodo estivo a ridosso dell'imposizione dell'embargo. Prestiti a tasso agevolato dei quali però molti agricoltori sembrano essere all'oscuro e a proposito dei quali lamentano di sentirsi troppo spesso allo "sbando": «la produzione astigiana fatta di piccoli numeri il più delle volte si traduce in scarsa informazione, se ci sono aiuti economici, e sono rari, nessuno ci indirizza».

Marzia Barosso

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