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Economia

Trasporti, le aziende alla Regione:
«Servono fondi per sopravvivere»

Riprende lunedì 15 settembre, con la riapertura della maggioranza delle scuole, l'orario invernale dei bus extraurbani, ovvero delle cosiddette corriere che collegano Asti con i paesi della

Riprende lunedì 15 settembre, con la riapertura della maggioranza delle scuole, l'orario invernale dei bus extraurbani, ovvero delle cosiddette corriere che collegano Asti con i paesi della provincia e non. Una notizia "di servizio" che, tuttavia, quest'anno assume una valenza particolare. La ragione è che il settore sta vivendo un periodo di difficoltà a causa dei tagli decisi dalla precedente Amministrazione regionale e che, inoltre, ha ricevuto nuove indicazioni da parte dell'Amministrazione provinciale riguardo al trasporto scolastico. L'Ente, responsabile delle scuole superiori, ha infatti chiesto nei mesi scorsi agli istituti cittadini di introdurre la settimana corta, con lezioni distribuite tra lunedì e venerdì, per consentire risparmi a livello di costi di gestione e utenza (in particolare il riscaldamento) e, appunto, di trasporti. Una soluzione per ora sperimentale anche se, come emerso in occasione dell'ultimo incontro ad agosto in Provincia, l'obiettivo finale sarà quello di introdurre un unico modello di orario.

Finora all'appello hanno risposto cinque scuole, per cui i bus extraurbani effettueranno comunque le corse il sabato mattina a servizio degli studenti che continueranno ad avere lezione. «L'orario sarà simile a quello dell'anno scorso – commenta Enrico Giachino, presidente del consorzio Coas che riunisce le principali aziende di trasporto extraurbano astigiane – con la differenza che ci è stato chiesto di garantire, il martedì e il venerdì pomeriggio, delle corse in partenza dal Movicentro di Asti alle 17 per gli studenti che effettuano i rientri pomeridiani, conseguenza della settimana corta: nella maggior parte dei casi si è trattato solamente di ritoccare alcuni orari, mentre in minima percentuale abbiamo dovuto introdurre delle corse apposite. Ricordo, comunque, che il tutto viene svolto grazie al fatto che, dallo scorso giugno, noi aziende del Coas abbiamo deciso, per evitare di svolgere un'attività antieconomica, di effettuare il servizio senza applicare gli ulteriori tagli per il 2014 previsti dal Piano regionale (deliberati dalla Provincia lo scorso maggio) per cui non siamo pagati per una percentuale del chilometraggio effettuato».

Di tagli e fondi mancanti si è parlato anche venerdì in Prefettura, in occasione dell'incontro che ha riunito le aziende del consorzio e l'assessore regionale ai Trasporti Francesco Balocco. «Abbiamo assoluta urgenza – continua Giachino – di capire quali risorse aggiuntive potranno arrivare nell'Astigiano per far "respirare" il nostro settore. Sappiamo che l'Amministrazione regionale ha deciso di stanziare circa 6 milioni di euro per tutto il Piemonte, che saranno a disposizione dopo l'approvazione del bilancio di assestamento, a fine mese. Ma vorremmo sapere con precisione la cifra che sarà assegnata all'Astigiano. A noi mancano "all'appello", causa tagli, circa 1,3 milioni di euro, quindi pensiamo che una ripartizione ragionevole possa consistere nel ripianare questa cifra, anche per compensare i tagli effettuati in passato, superiori a quelli che hanno interessato altre località del Piemonte, e premiare l'impegno da noi profuso in questi mesi, dato che siamo stati tra i primi ad introdurre la bigliettazione integrata e ad eliminare i "doppioni" esistenti tra corse su bus e su treno. In caso affermativo, potremmo ritirare il ricorso presentato contro le delibere regionali istitutive dei tagli al servizio, su cui il Tar si dovrà esprimere il 22 ottobre. In caso contrario, i ricorsi rimarrebbero "in vita" e, soprattutto, si getterebbe in seria difficoltà l'intero settore, dato che non so come potremmo garantire il servizio in queste condizioni».

Elisa Ferrando

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