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Il Teatro degli Acerbi ricorda Luciano Nattino con il suo spettacolo su Vanzetti

Domenica 16 dicembre all'Alfieri verrà riproposto il lavoro scritto e diretto dal regista astigiano scomparso nel dicembre 2017

In memoria di Luciano Nattino

Domenica 16 dicembre, alle 21 al Teatro Alfieri, torna in scena uno spettacolo storico del regista astigiano Luciano Nattino, nei giorni in cui si ricorda il primo anniversario dalla scomparsa.
Parliamo di “Vanzetti. Il sogno di un emigrato italiano”, incentrato sulla vicenda che ha coinvolto, negli anni venti in America, gli anarchici Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, condannati alla sedia elettrica.
Sarà il Teatro degli Acerbi a riportarlo sul palco, all’interno della stagione teatrale, nel ventennale della compagnia per ricordare il maestro, riproponendolo filologicamente con il cast originale. In scena Massimo Barbero, Patrizia Camatel, Matteo Campagnoli, Dario Cirelli, Fabio Fassio, Chiara Magliano, Antonio Muraca, Stefano Orlando, Paola Tomalino, Federica Tripodi.
Un lavoro scritto e diretto da Nattino e che fu prodotto da Casa degli Alfieri, Teatro degli Acerbi e Asti Teatro 27. E che ora viene riproposto grazie anche al sostegno del Comune di Asti, della Fondazione CrAsti ed alla collaborazione con “Cuntè Munfrà”.

Le parole degli Acerbi

«Una storia – commentano gli Acerbi – che sentiamo attuale per verificare insieme quanto del passato è ancora stimolo per una riflessione sul presente e sulle sue contraddizioni».

Il commento di Nattino

Scriveva Nattino nel 2015, parlando di questo lavoro teatrale «amatissimo» e pensato, cercato da anni, con il quale lavorava per la prima volta con il gruppo di attori e cantanti del Teatro degli Acerbi: «Quel che sono venuto ad interrogare qui, con questo lavoro su Vanzetti, più che l’utopia, ancorché cara, del piemontese terrigno e volante, è l’erranza, la diaspora, la dispersione come fenomeno costante di questo mondo. Storie di emigrazione, di libertà offuscate, di diritti negati. Se Sacco e Vanzetti, bruciati sulla sedia elettrica nel 1927, hanno una importanza per noi, è perché siamo sempre capaci di ucciderli o di farli vivere».

Lo spettacolo

Nattino ha dedicato al processo che ha riguardato Sacco e Vanzetti pochi essenziali riferimenti. Come in molti suoi lavori, il punto di vista è, infatti, quello più popolare: il lato domestico dell’anarchico di Villafalletto, indagando la sua adolescenza, le relazioni, le amicizie, i rapporti con la sorella Luigia, con il padre, con gli ambienti in lotta per la sua difesa, con la giornalista Mary Donovan.
Nello scorrere dello spettacolo, con scene dal taglio cinematografico e continui flashback («il tempo della memoria, per affinità dei ricordi, con punte in avanti e salti all’indietro»), emergono quel misto di ingenuità e concretezza, di idealismo e generosità, che traspaiono da tutta la vita di Bartolomeo, prima e dopo la sua partenza per l’America. L’adolescenza, le difficoltà nella ricerca di un lavoro stabile, le passeggiate lungo il Maira, le rare amicizie, il suo amore per la natura, per gli umili. E poi l’imbarco, la lontananza, la violenza dei sobborghi statunitensi, il difficile rapporto con gli americani, la triste condizione di emigrato italiano, il suo sogno di liberazione degli sfruttati.
Biglietti: 20 euro platea, barcacce, palchi (ridotto 15 euro abbonati rivista Astigiani, 10 euro allievi scuole di teatro); 15 euro loggione (ridotto 10 euro).
Per informazioni e prenotazioni telefonare alla Biglietteria del Teatro Alfieri (0141/399057-399040).

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