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Luppolo, ortica, tarassaco: erbe spontanee da cogliere e cucinare

C’è un posto molto particolare dove andare a fare la spesa di verdure in questa stagione: la campagna astigiana

Andiamo a fare la spesa nella campagna astigiana

C’è un posto molto particolare dove andare a fare la spesa di verdure in questa stagione: la campagna astigiana.

E già, perchè l’arrivo della bella stagione, porta con sè anche numerose piante spontanee che possiamo facilmente trovare durante una passeggiata sulle colline e riconoscere senza ombra di dubbio. Utilizzandole poi in cucina per piatti molto freschi.

La prima erba che è facile riconoscere e reperire è il tarassaco, meglio conosciuta nelle campagne astigiane come “girasoli”. Nessun riferimento, ovviamente, alle coltivazioni dai grandi gambi e dai larghi fiori usati per ricavarne olio. Qui parliamo dei piccoli e teneri ciuffi che si trovano nei prati in gran quantità.

L’ideale è raccoglierli quando ancora non sono fioriti per essere consumati sia crudi da aggiungere ad insalate miste, sia lessati in acqua e poi ripassati in padella con olio e aglio oppure ancora per essere utilizzate negli impasti di frittate e torte salate. Ma anche i loro fiori gialli sono commestibili: in boccio si lessano e si mettono sott’aceto mentre aperti diventano una colorata e coreografica guarnizione di insalate e piatti vari.

Altra erba onnipresente in campagna è l’ortica. Una volta lavata e lessata (o cotta a vapore), si può usare nelle torte salate, nelle frittate, in crepes, nell’impasto del ripieno di ravioli oppure semplicemente come contorno condita con olio e sale. Presenta importanti proprietà diuretiche ed antinfiammatorie.

Tipicamente primaverile è anche la pianta del luppolo, meglio conosciuta nelle campagne astigiane come “luverdin”. Si tratta di un rampicante spontaneo con germogli in cima. Sono soprattutto queste parti terminali che vengono raccolte, lavate e lessate per finire in frittate, risotti, torte salate, minestre o in semplici contorni conditi olio e sale oppure ripassati in padella con una noce di burro. Il luppolo però regala grandi soddisfazioni anche in estate, quando le sue infiorescenze femminili (utilizzate normalmente nella produzione di birra) possono invece trovare una destinazione più domestica nell’aromatizzazione di bevande alcoliche come grappe e liquori fatti in casa. La pianta del luppolo è nota per la sua azione sedativa nel trattamento di ansia e insonnia.

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