Cerimonia
10 Febbraio 2026 22:35:36
"Il ricordo non deve alimentare rancori. Rappresenta, invece, un dovere morale e civile, fondamento di una società democratica ispirata ai valori della verità, della giustizia, della libertà e del rispetto delle diversità, nel solco dei principi sanciti dalla Costituzione".
Con queste parole il vice prefetto vicario Barbara Buffa ha concluso il suo intervento stamattina, nel salone consiliare della Provincia, durante la commemorazione organizzata dalla Prefettura in occasione del Giorno del Ricordo, che ha l'obiettivo di rinnovare la memoria degli italiani vittime delle foibe e dell’esodo istriano, fiumano e dalmata.
Alla manifestazione hanno preso parte i vertici delle istituzioni cittadine, le associazioni combattentistiche e d’Arma, le organizzazioni sindacali e un gruppo di studenti.
Buffa, nel suo discorso, ha ricordato il significato profondo della ricorrenza del 10 febbraio, istituita dal Parlamento nel 2004 per onorare la memoria delle migliaia di italiani che, tra il 1943 e il 1947, furono vittime delle violenze legate alle foibe e di quanti, istriani, fiumani e dalmati, furono costretti ad abbandonare le proprie terre nel secondo dopoguerra. È stato sottolineato come la firma del Trattato di pace di Parigi del 1947 segnò l’inizio di una lacerazione profonda e definitiva per oltre 300 mila connazionali, privati delle loro case, dei loro affetti e della propria identità.
Buffa ha anche richiamato la brutalità delle repressioni e delle violenze subite dalla popolazione civile, evidenziando come tali eventi abbiano colpito senza distinzione uomini, donne e bambini e come, per troppo tempo, questa tragedia sia rimasta avvolta da un silenzio che ha aggravato la sofferenza delle vittime. "Il ricordo - ha concluso - non deve alimentare rancori. Rappresenta, invece, un dovere morale e civile, fondamento di una società democratica ispirata ai valori della verità, della giustizia, della libertà e del rispetto delle diversità, nel solco dei principi sanciti dalla Costituzione".
E' seguito il saluto del presidente della Provincia Maurizio Rasero. "La Giornata del Ricordo - ha affermato - è un dovere di verità e giustizia per ricordare i gravi episodi delle foibe e le vittime degli esodi. Significa onorare morti innocenti e riaffermare, anche per le nuove generazioni, l'impegno a fare in modo che simili tragedie non accadano mai più".
La cerimonia è proseguita con la proiezione di estratti del documentario “Rotta 230, ritorno alla terra dei padri” del regista Igor Biddau, presentato all'Asti International Film Festival 2024, che racconta un viaggio a ritroso nel tempo: 90 anni più tardi viene infatti ripercorsa in senso inverso la rotta solcata da 13 pescherecci con a bordo 53 famiglie di esuli di Istria, Fiume e Dalmazia che raggiunsero Fertilia, in Sardegna, dopo 20 giorni e 20 notti di navigazione lungo le coste della penisola.
A seguire l’intervento del prof. Enrico Cico, docente al liceo classico Vittorio Alfieri, che ha offerto un inquadramento storico dell’esodo istriano-dalmata e della repressione subita dalla comunità italiana nei territori passati sotto la sovranità jugoslava, illustrando le dinamiche politiche, ideologiche e sociali che portarono alle deportazioni, alle violenze e al tragico fenomeno delle foibe.
La manifestazione si è conclusa nel segno di una memoria condivisa, intesa come impegno collettivo a preservare la verità storica e a promuovere i valori della pace, della convivenza e del rispetto reciproco.
Al termine della cerimonia sono stati consegnati agli studenti una raccolta di poesie e alcuni volumi, offerti dall’Israt (Istituto per la storia della Resistenza e della Società contemporanea nella provincia di Asti), inerenti il tema delle foibe.
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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