Spettacolo
23 Febbraio 2026 18:13:00
Esilarante, vivace, coinvolgente. Sono gli aggettivi più indicati per descrivere “Sconcerto”, lo spettacolo andato in scena sabato scorso al Palco 19 che ha visto protagonisti l’Orchestra Sinfonica di Asti e il comico pugliese Raffaello Tullo.
Già dal titolo si poteva intuire che si trattava di una serata particolare e fuori dagli schemi, unica data in Piemonte del tour partito l’anno scorso da cui è nata una grande sintonia tra l’orchestra - protagonista di concerti in Italia e all’estero, anche al seguito di cantanti come Andrea Bocelli - e il comico, volto noto in teatro e in televisione.
Quasi due ore di spettacolo che ha spaziato dai brani classici alla trap, in cui la musica era un tutt’uno con gli sketch comici di Tullo.
Proposto all’inizio come tradizionale concerto di musica classica, si è subito trasformato in spettacolo comico dopo che il direttore, Silvano Pasini, ha finto di lasciare il palco per rispondere ad una telefonata. Il primo violino si è alzato e ha chiesto se, in sala, ci fosse qualcuno in grado di dirigerli. A proporsi, dal fondo della platea, proprio Tullo, che si è improvvisato direttore raccontando anche lo sforzo fatto per imparare «a parlare come voi», cioè a conoscere alcune espressioni o inflessioni tipicamente piemontesi.
All’inizio ha cercato di imparare, utilizzando anche strumenti improbabili (dal cucchiaio di legno, usando il quale l’orchestra ha suonato “Le tagliatelle di nonna Pina”, all’aspersorio, che ha stimolato un corale “Alleluja”), invitando spesso i musicisti a cantare e ballare. Il risultato? Una festosa confusione, cui il presidente dell’orchestra Enrico Bellati, definito «ispettore» da Tullo, cercava di mettere fine, entrando in scena “infuriato”.
Successivamente, coinvolgendo spesso il pubblico in sala, Tullo ha anche spiegato i “poteri” della musica. Ad esempio mostrando, con il contributo dei musicisti, come sia in grado di esprimere sensazioni (entusiasmo, paura) o azioni (annuncio, sfida) senza la necessità di utilizzare la parola.
Numerosi, poi, i personaggi che Tullo ha interpretato nel corso dello spettacolo, dal Jerry Lewis della famosa scena “Typewriter” - rivisitata in “Whatsappwriter”, con la desueta macchina da scrivere sostituita dal più moderno smartphone - ad un cantante che ha proposto in versione trap “Va pensiero”, fino al ballerino di tip tap che si è esibito con l’“Orso bipolare”, il personaggio interpretato dalla moglie Martina Salvatore.
Gran finale, poi, con il ritorno sul palco di Silvano Pasini, che ha dato vita ad una direzione comune con Tullo - nel vero senso della parola, in quanto hanno indossato una giacca unica di cui hanno utilizzato una manica ciascuno - che ha poi portato l’orchestra a sfilare tra il pubblico, tra applausi e risate.
Photogallery a cura di Mariagrazia Billi
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