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Percorso

Museo Paleontologico, inaugurato il nuovo allestimento nella sala dell'acquario

Pannelli divulgativi e vetrine con coralli fossili arricchiscono la tappa finale del percorso museale, con un'attenzione particolare ai visitatori più piccoli

Una nuova esposizione arricchisce la sala dall'acquario al Museo Paleontologico di Asti, testimonianza preziosa di quando, tra 23 e 2 milioni di anni fa, le colline astigiane costituivano i fondali del Mare Padano.

A presentare stamattina l'allestimento, a dieci anni dall'inaugurazione dell'acquario, la presidente del Parco Paleontologico astigiano, Sara Rabellino, il direttore Graziano Delmastro e la naturalista Alessandra Fassio.

«Nella sala, ultima tappa del percorso museale - ha spiegato Delmastro - è stato collocato un nuovo percorso espositivo tematico, articolato in quattro pannelli divulgativi - oltre a due vetrine con esposizione di fossili - che guidano il visitatore in un viaggio tra mito, storia, arte e paleontologia. Al centro il mare, da sempre specchio dell'umanità, soggetto che attraversa trasversalmente la mitologia, la religione, l'arte, la letteratura e la scienza, riflettendo la curiosità dell'uomo verso l'ignoto. Il nuovo allestimento vuole proprio celebrare questo legame che ha attraversato i millenni».

I PANNELLI

Il percorso espositivo propone innanzitutto la fusione tra scienza e mito (primo pannello) che ha caratterizzato le riflessioni sul mare fin dall'antichità. «Ancora nel  Settecento - ha evidenziato Delmastro - opere e testi mescolavano osservazione scientifica e pura fantasia, riflettendo la fascinazione per l'esotico tipica dell'era delle esplorazioni».

La situazione cambiò con l'affermarsi delle scienze naturali (secondo pannello). «L'illustrazione - ha continuato il direttore - diventò uno strumento indispensabile per scienziati e divulgatori. Prima dell'avvento della fotografia subacquea, il disegno scientifico fu l'unico modo per catturare i colori vivaci e i dettagli anatomici osservati al microscopio».

La scoperta del mondo marino influenzò profondamente l'immaginario collettivo - al centro del terzo pannello - in particolare durante l'epoca vittoriana, nella seconda metà dell'Ottocento. «Il riferimento - ha proseguito Delmastro - è la diffusione degli acquari, anche domestici. Il mare cominciò ad essere visto come un ecosistema scientificamente comprensibile, pur mantenendo un'aura di meraviglia. Queste forme sinuose ispirarono persino l'Art Nouveau, comparendo in stampe, gioielli e sculture in vetro».

Il percorso termina ricongiungendosi alla vocazione principale del museo: la paleontologia. «Le rappresentazioni artistiche dei fossili - ha specificato - si sono evolute di pari passo con le scoperte scientifiche. A partire dal XIX secolo si è iniziato a “dare un volto” ai fossili, ricostruendo i tessuti molli e le parti mancanti. Il fascino per queste creature del passato è stato tale da alimentare la cultura popolare del XX secolo, entrando nelle case di tutti attraverso le celebri figurine delle Collezioni Liebig e gli album Panini degli anni '70».

L'ACQUARIO

Per l'occasione è stata ricordata l'importanza dell'acquario tropicale. «È una vasca da oltre 3 mila litri di acqua marina - ha annotato - in cui nuotano pesci tropicali e coralli provenienti da ogni angolo del globo: un autentico scrigno di biodiversità. Coralli e pesci tropicali ricreano un habitat dell'antico fondale del Miocene sebbene con un po' di fantasia, dato che di migliaia di specie viventi non si ha traccia, in quanto la fossilizzazione è un evento raro che riguarda solo le parti dure, come le conchiglie. L'ambiente corallino si ispira, in particolare, ai resti fossili rinvenuti sulla Collina di Torino, offrendo uno spaccato dei caldi mari piemontesi, pullulanti di vita».

«Questo acquario - ha poi ricordato - non è solo una vetrina spettacolare, ma un monito sull'evoluzione climatica: il Mare Padano scomparve a causa dei cambiamenti geologici, ma oggi la crisi climatica minaccia gli oceani in modo analogo. L'acquario diventa così un simbolo di resilienza e conservazione».

LA DEDICA AL BIOLOGO HAECKEL

Per valorizzare questo ponte concettuale tra il passato geologico e il presente biologico si è pensato di dedicare l'Acquario al biologo, naturalista, filosofo e artista tedesco Ernst Haeckel (1834–1919).

«Questa scelta - ha continuato Delmastro - si fonda su tre pilastri. Primo, Haeckel fu lo scienziato che coniò il termine ecologia, quindi ha uno stretto legame con l'acquario, che è proprio la ricostruzione delle relazioni ecologiche di un antico mare corallino. Secondo, Haeckel invitò a guardare la natura con gli occhi dell'esteta. Terzo, fu tra i sostenitori della teoria evolutiva di Charles Darwin. Il nostro percorso museale, che culmina con l'acquario, è un inno all'evoluzione e alla resilienza della vita attraverso le ere geologiche».

Molto soddisfatta la presidente Rabellino. «L'acquario Ernst Haeckel - ha affermato - offre al pubblico, e in particolare alle scuole, una chiave di lettura unica: i fossili astigiani cessano di essere percepiti come fredde pietre e diventano la testimonianza di una biodiversità straordinaria che continua a pulsare nella nostra vasca marina».

L'ATTENZIONE AI VISITATORI PIU' PICCOLI

Attenzione è stata dimostrata anche ai visitatori più piccoli. La figura di Haeckel, infatti, consentirà di creare percorsi didattici interdisciplinari, unendo la biologia marina alla paleontologia, all'educazione ambientale e all'arte.

I pannelli, poi, presentano anche stimoli per i bambini. «Su di essi compare la balena Tersilla, arzilla e sapiente - ha spiegato la naturalista Alessandra Fassio - che pone domande ai piccoli visitatori, accendendone la curiosità».

Balena cui si affianca la figura di Mary Anning, pioniera ottocentesca della paleontologia, trasformata nella protagonista di un videogioco interattivo in cui i bambini potranno vestire i suoi panni e partire alla scoperta del territorio.

Da ricordare, poi, che nella sala sono presenti anche due vetrine che espongono coralli fossili rinvenuti sulla Collina di Torino.

IL DIPINTO DONATO DA FLORIANA PORTA

Ultima novità, la nota artistica. L'artista astigiana Floriana Porta - la cui mostra personale è in corso nell'ex chiesa del Gesù, attigua al Museo Paleontologico - ha donato al museo un acquerello originale, ispirato alle specie viventi dell'acquario, che è stato applicato direttamente sulla base della vasca.

IL MUSEO

Il Museo Paleontologico è aperto dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 17, sabato e domenica dalle 11 alle 18. Chiuso il martedì. Nel weekend pasquale chiuso il giorno di Pasqua, aperto a Pasquetta (con possibilità di visite guidate) dalle 11 alle 18.

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