Evento
30 Aprile 2026 15:48:59
Porre in dialogo patrimonio artistico, artigianato e formazione, valorizzando il settore tessile e dell’abbigliamento, storicamente significativo per il territorio piemontese. È l’obiettivo della mostra “L’arte del tessuto, il tessuto nell’arte”, inaugurata ieri (mercoledì), nelle sale di Palazzo Mazzetti ad Asti. Visitabile fino al 7 settembre, è stata curata da Francesco Antonio Lepore (presidente della Fondazione Asti Musei) e Samantha Panza (titolare del Laboratorio Principessa Valentina e presidente regionale Abbigliamento Confartigianato Imprese Piemonte).
Nata da un’idea della Categoria regionale moda abbigliamento di Confartigianato Imprese Piemonte, si inserisce nell’ambito delle iniziative ufficiali dedicate alla Giornata nazionale del Made in Italy, celebrata lo scorso 15 aprile. Realizzata da Fondazione Asti Musei, Fondazione CrAsti, Regione Piemonte e Comune di Asti, in collaborazione con il Laboratorio Principessa Valentina e l’istituto Castigliano, la mostra si propone come un racconto corale capace di intrecciare passato, presente e futuro, restituendo al tessuto il suo valore di espressione culturale, identitaria e produttiva.
«Siamo orgogliosi - ha spiegato Francesco Antonio Lepore in occasione del taglio del nastro - di ospitare nelle nostre sale espositive questo articolato e ambizioso progetto di Confartigianato Imprese Piemonte. Progetto che ha coniugato gli intenti di tutti i partner coinvolti di valorizzare l’artigianato, la formazione, la cultura, l’arte e le eccellenze del Piemonte, attraverso la valorizzazione della moda e del tessuto in tutte le sue poliedriche applicazioni».
«Il nostro intento – ha aggiunto Samantha Panza – è dare l’opportunità alle imprese associate di confrontarsi con un contesto espositivo di elevato livello, a contatto con istituzioni ed enti tra i più importanti del Piemonte. La finalità della mostra è il riconoscimento del valore del Made in Italy e la valorizzazione del territorio in tutte le sue declinazioni. Conferma della validità del progetto è stata, attraverso la candidatura presentata da Confartigianato Imprese Piemonte, la concessione del logo della Giornata nazionale del Made in Italy e l’inserimento della mostra nel calendario ufficiale del Ministero delle imprese e del Made in Italy. L’idea originale è maturata durante un convegno dell’ing. Vicenzo Zezza, dirigente dell’Ispettorato territoriale (Casa del Made in Italy) di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta (presente all’inaugurazione, ndr). Dopodiché è cresciuta e si è concretizzata grazie alla cooperazione di partner eccellenti e alla grande disponibilità, competenza e collaborazione di tutti i protagonisti coinvolti».
Il percorso espositivo si articola in quattro sezioni principali, arricchite da installazioni artistiche e varie esposizioni didattiche, offrendo un percorso ricco che si snoda tra il piano terreno e l’area archeologica del palazzo.
Il percorso comincia con “Futuro e formazione”, sezione, presentata alla stampa lo scorso 15 aprile, che guarda alle nuove generazioni presentando bozzetti, creazioni e progetti, premiati in concorsi di settore, realizzati dagli studenti dell’indirizzo “Made in Italy Moda e Abbigliamento” dell’istituto Castigliano, fondato vent’anni fa.
Tra i capi esposti, anche i modelli che hanno ottenuto, per tre anni consecutivi, il premio dalla Regione Piemonte nell’ambito del bando regionale “Promozione del Made in Italy”.
La sezione è arricchita dall’installazione di opere fotografiche “ArTessile”, realizzate per il Museo del Tessile di Chieri.
Si prosegue con “Storia e Tradizioni”, sezione della mostra dedicata al patrimonio identitario locale, con un focus sugli abiti storici del Palio di Asti e sulle tradizioni folkloristiche, evidenziando il valore culturale e simbolico dell’abbigliamento nel tempo. Spazio, in quest’area, anche a preziose divise storiche della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri.
La sezione “Etica e sostenibilità” affronta invece le tematiche contemporanee legate all’impatto ambientale del comparto tessile, al riuso dei materiali e alle pratiche di innovazione sostenibile. In questo ambito si inserisce anche l’installazione dell’artista Silvia Perosino, che propone una riflessione sul rapporto tra creatività, artigianato e responsabilità ambientale.
La quarta sezione, “Arte e Imprese”, propone infine un confronto inedito tra opere d’arte, reperti storici e produzioni manifatturiere contemporanee di aziende che rappresentano l’eccellenza, ma soprattutto l’eterogeneità dei vari settori che compongono il comparto, accostati per affinità tecniche, cromatiche e funzionali, restituendo la continuità tra linguaggi artistici e produzione artigianale.
In questa sezione si può trovare, ad esempio, la casula sacerdotale “Miriam” realizzata dal Laboratorio Gruppo liturgico di San Damiano, uguale a quella indossata da Papa Giovanni Paolo II in occasione del viaggio in Terra Santa nel 2000. Oppure il vestito “La principessa”, abito teatrale, realizzato da Samantha Panza per un matrimonio storico “a tema” in shantung di seta, pizzo e damasco operato fleurì. O, ancora, la divisa maschile del personale di servizio al cestello di Piovera, di inizio Novecento, che evoca le livree di corte, realizzata dal noto sarto G. Prandoni.
Esposti nel percorso anche alcuni esempi di manifattura cinese che fanno parte della collezione orientale di Palazzo Mazzetti, come la giacca femminile in seta ricamata risalente alla seconda metà del Settecento.
La mostra è visitabile tutti i giorni, dalle 10 alle 19 (ultimo ingresso alle 18) fino al 7 settembre a Palazzo Mazzetti, in corso Alfieri 357. Ingresso libero.
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