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Protesta

Konecta, stamattina la protesta a Torino: "La Regione ci ha ascoltati, ora inizia la battaglia"

Sindacati soddisfatti dello sciopero con presidio sotto la sede dell'amministrazione piemontese - La mobilitazione contro gli esuberi e la chiusura delle sedi di Asti e Ivrea

Slogan, striscioni e bandiere hanno scaldato questa mattina la piazza davanti al grattacielo della Regione Piemonte a Torino. A protestare i dipendenti delle sedi piemontesi di Konecta, società specializzata nel servizio clienti (call center), che lo scorso dicembre ha presentato un piano industriale che prevede l'accorpamento delle sedi di Asti (400 addetti), Ivrea (700 lavoratori) e Torino nel capoluogo regionale, con conseguente trasferimento del personale e la chiusura dei siti astigiano ed eporediese, oltre alla dichiarazione di 150 esuberi in Piemonte.

La vertenza, avviata lo scorso 22 dicembre a Ivrea, non aveva prodotto i risultati attesi dalle sigle sindacali Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, che hanno quindi proclamato lo sciopero con presidio sotto la sede della Regione. Al fianco dei lavoratori, numerosi rappresentanti sindacali e politici dei territori coinvolti e, per l'Astigiano, esponenti di tutti i gruppi consiliari del Comune di Asti. Presente anche il sindaco e presidente della Provincia, Maurizio Rasero.

Il presidio e gli incontri

Lo sciopero è stato un successo,” ha dichiarato Carmela Pagnotta, Rsu Slc Cgil Konecta Asti, “tanto che l’adesione, in base ai primi dati, è stata pari al 90% circa. Siamo stati tutti compatti nel richiamare l’attenzione sulla vicenda e spiegare le nostre ragioni. Dopodiché noi sindacalisti, insieme agli amministratori dei territori coinvolti, abbiamo partecipato al tavolo istituzionale condotto dall’assessore regionale Tronzano, con il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio collegato da Bruxelles per impegni già programmati. I segretari regionali delle tre sigle hanno spiegato la situazione e avanzato le richieste”.

Le richieste alla Regione Piemonte

Al termine dell’incontro, i segretari regionali Alberto Revel (Slc Cgil), Anna De Bella (Fistel Cisl) e Maria Luisa Lanzaro (Uilcom Uil) hanno riferito l’esito ai lavoratori in presidio.
“Abbiamo chiesto all’amministrazione regionale - ha annunciato Revel - di promuovere innanzitutto un’azione di forza nei confronti dell’azienda. Quindi di attivare il tavolo di confronto che avevamo già chiesto due anni fa in merito alla crisi del settore, dato che le difficoltà non riguardano solo Konecta, e a smarcare quelli che per l’azienda sono punti critici, ovvero i costi. L'amministrazione, infatti, si è fatta carico di andare incontro all’azienda rispetto all’abbassamento dei costi (energetici, sedi) e di impegnarsi affinché sia attivato un percorso di formazione per riqualificare gli addetti, considerati i cambiamenti che il settore sta vivendo.
La Regione, con gli amministratori locali, farà poi pressione al Governo perché venga attivato un tavolo sulla crisi del settore, dotato di strumenti e risorse, anche al competente Ministero”.
Per poi concludere: “Usciamo da questo incontro con elementi in più. Ma oggi non finisce la battaglia; al contrario, inizia. Dobbiamo aumentare la pressione su Konecta perché questo piano industriale va smontato. Va eliminata, in generale, l’idea di ridurre il lavoro. Dobbiamo dare prospettiva a questo settore”.

Sulla stessa linea la segretaria regionale Fistel Cisl, Anna De Bella, che ha rimarcato la necessità di stralciare la chiusura delle sedi: “Abbiamo ripetuto che siamo contrari ai trasferimenti dei lavoratori di Asti e Ivrea a Torino. In un’epoca in cui il lavoro si può svolgere da remoto, parlare di trasferimenti vuole dire parlare di licenziamenti mascherati, perché altrimenti la questione si potrebbe risolvere con lo smart working”.

D’accordo la collega Maria Luisa Lanzaro (Uilcom Uil): “Siamo contrari alla chiusura delle sedi di Asti e Ivrea. È un punto fondamentale, eliminato il quale siamo disponibili a discutere di tutto. A patto, però, che vengano effettuati interventi sul settore. Da qui la richiesta di due tavoli: uno locale e uno nazionale. Non possiamo restare fermi di fronte a un settore che sta implodendo. Siamo molto contenti di questo primo incontro: oggi inizia la nostra battaglia”.

I commenti

Soddisfatto infine il sindaco Maurizio Rasero: “Oggi questo territorio ha saputo fare gioco di squadra: tutti i gruppi consiliari, le istituzioni e le forze politiche sono scese a fianco dei lavoratori”.

Al termine dell'incontro è infine intervenuta con una nota la consigliera regionale Debora Biglia, presente insieme ai colleghi astigiani Marco Gabusi (assessore) e Fabio Isnardi.

"Bene il tavolo di confronto di questa mattina - ha scritto - un passo necessario per affrontare una vertenza che sta creando forte preoccupazione. La Regione è sicuramente allarmata per le ricadute occupazionali e sociali di questa decisione attivandosi per un confronto produttivo con l’azienda, i sindacati e gli enti locali. L’obiettivo è individuare soluzioni concrete che tutelino i lavoratori e salvaguardino i territori coinvolti, evitando trasferimenti forzati e la perdita di posti di lavoro”.

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