Manifestazione
01 Maggio 2026 14:19:00
“Dobbiamo unire le forze per riaffermare il valore del lavoro e della partecipazione, difendendone la dignità. Unire le forze di Governo, istituzioni locali e parti sociali per governare le transizioni attuali (demografica, ambientale e digitale) puntando allo sviluppo sostenibile. E riguardo alla transizione tecnologica aggiungo: l'intelligenza artificiale deve essere un'opportunità per migliorare l'organizzazione lavorativa. Nessuno deve essere scalzato da un algoritmo".
Sono alcuni degli spunti di riflessione proposti da Sauro Rossi, componete della segreteria nazionale Cisl, che stamattina in piazza Statuto ha concluso il comizio al termine del tradizionale corteo del Primo Maggio - organizzato da Cgil, Cisl e Uil - a nome dei tre sindacati. Un corteo che ha visto il concentramento ai giardini pubblici, dopo il ritrovo al circolo Way Assauto, per poi percorrere alcune vie del centro città, preceduto dalla banda cittadina G. Cotti. A comporlo sindacalisti, lavoratori, esponenti politici, associazioni e il comitato "Asti per la Palestina", in sostegno della Flottilla. Il tutto all'insegna dello slogan “Lavoro dignitoso - Contrattazione, nuove tutele e nuovi diritti per l’Italia che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale”.
A prendere la parola per primo Silvano Uppo, segretario generale territoriale Uilm Uil, che ha ricordato lo slogan nazionale del corteo e la sua declinazione a livello territoriale. "Come sindacati astigiani - ha spiegato - abbiamo deciso di modificare la locandina della manifestazione nazionale, eliminando l’immagine dell’operaio con la tuta blu e inserendo quella di una giovane donna impiegata in un call center. Una scelta voluta per calare la manifestazione nella nostra realtà, dato che l’intelligenza artificiale, uno dei temi al centro del corteo, ha un impatto notevole in questo comparto, come emerso nelle vertenze che hanno interessato aziende che hanno sede nella nostra città".
Il mircofono è poi passato ai rappresentanti delle istituzioni presenti. Innanzitutto il sindaco Maurizio Rasero - affiancato dagli assessori Stefania Morra, Riccardo Origlia e Paride Candelaresi - che ha sottolineato come alcuni diritti sanciti dalla Costituzione, inerenti il tema del lavoro, non siano stati ancora concretizzati appieno, per cui è necessario l'impegno nel difendere la dignità e la sicurezza sul lavoro. Per poi ringraziare la banda cittadina G. Cotti e sottolineare l'importanza della presenza dal brano "Bella Ciao". "L'ho cantata convintamente - ha affermato - e spero che sia sempre insegnata a scuola, come quando ero bambino, perché fa parte del nostro patrimonio nazionale".
Per l'Amministrazione provinciale è poi intervenuto il consigliere Davide Migliasso che, dopo aver condiviso lo slogan e il tema alla base della manifestazione, ha ringraziato tutti i lavoratori, in particolare coloro che sono impegnati in mestieri usuranti o sottoposti a maggiori rischi, e i datori di lavoro che offrono occupazione.
Ad approfondire il tema della crisi dei call center accennata da Uppo è stata Carmela Pagnotta, Rsu Konecta Asti, la multinazionale specializzata nei servizi alla persona (call center) con sede anche ad Asti.
"La nostra società - ha ricordato - è nata proprio qui ad Asti. Era una cooperativa formata soprattutto da donne. Poi è cresciuta diventando Comdata ed espandendosi in tutta Italia fino ad entrare a far parte di una multinazionale. Inizialmente il lavoro era soprattutto documentale. La digitalizzazione del cartaceo è stato il nostro pane quotidiano da oltre 30 anni. Poi sono arrivati i servizi clienti dei grandi operatori energetici, telefonici e bancari, cui si sono aggiunti servizi avanzati. Non abbiamo mai avuto timore nell’affrontare nuove sfide, anche dovute al progresso tecnologico. Oggi, però, la sfida si fa più dura però e la stiamo toccando con mano".
"Abbiamo affrontato, infatti – ha proseguito - le clausole sociali. Circa 120 colleghi hanno seguito la commessa Iren uscendo da Konecta, assorbiti dalle società Tecnocall e Mediacom. Oggi quegli operatori affrontano una crisi dovuta al calo di volumi che il committente non sta garantendo e sono impattati dagli ammortizzatori sociali: contratto di solidarietà al 40%, ovvero dai 6 agli 8 giorni a casa con una notevole riduzione del salario. Nonostante gli appelli al cliente, che ha anche una partecipazione pubblica sia ad Asti che a Torino, Iren continua a non garantire i volumi di lavoro. Peccato che la soluzione vada trovata entro ottobre perché la cassa integrazione ha una scadenza".
Ha poi fatto riferimento alla vertenza Konecta. "Una vicenda - ha sottolineato - che ha tenuto banco per mesi, coinvolgendo il territorio e le istituzioni. L’azienda aveva proposto a inizio dicembre 2025 un piano industriale che prevedeva l’accorpamento dei tre siti piemontesi in un’unica sede a Torino. Questa strategia avrebbe comportato la chiusura dei siti di Asti (400 dipendenti) e Ivrea (700). Uso il condizionale perché, fortunatamente, con gli accordi sindacali, il supporto delle istituzioni e la lotta dei lavoratori di Konecta, che hanno dato uno straordinario esempio di compattezza, quel piano industriale è stato superato e l’azienda non considera più prioritaria la chiusura dei siti di Asti e Ivrea. La vertenza, però, ha scontato già un prezzo: una riduzione del personale importante. Sono stati 213 i lavoratori di Asti e Ivrea che hanno accettato il piano di incentivi all’esodo, ben oltre i 180 esuberi dichiarati da Konecta”.
“Chi è rimasto – ha evidenziato - affronta comunque un’incognita per il futuro. Le criticità rimangono. L’intelligenza artificiale non la vediamo ancora concretamente, ma la sentiamo arrivare. Nei prossimi mesi sono a rischio 3mila posti di lavoro nel nostro settore, che potrebbero arrivare successivamente fino a 15mila. Konecta stessa è passata da 10 mila posti di lavoro in Italia ai 6.400 attuali. Già oggi il 10% delle vertenze aperte al Mimit (Ministero delle imprese e del Made in Italy) riguardano i call center”.
Da qui il richiamo alla necessità di un intervento legislativo. “Dobbiamo avere gli strumenti e il tempo per convertire le nostre competenze che diventano velocemente obsolete di fronte alla tecnologia che avanza. Anche se l’intelligenza artificiale sembra la risposta, non ha ancora tutte le risposte. Dobbiamo fare in modo che quella macchina sia al nostro servizio e non il contrario. Ma questa è una battaglia che dobbiamo fare tutti insieme!”.
Le conclusioni della mattinata sono quindi state affidate a Sauro Rossi. Dopo aver denunciato le tensioni internazionali in costante aumento, il sindacalista ha fatto riferimento alle potenti transizioni di carattere demografico, ambientale e digitale che accompagnano questo avvio di secolo.
"Mai come oggi - ha affermato - è importante trovarci come Cgil, Cisl e Uil per riaffermare il valore del lavoro e della partecipazione come fattori fondamentali per garantire dignità alle persone e assicurare benessere alle nostre comunità. Bisogna unire le forze attraverso un confronto aperto, serio, responsabile. Governo, istituzioni locali e parti sociali devono puntare, come avvenuto in tanti altri momenti delicati per il nostro Paese, a siglare un patto che scongiuri per persone, famiglie e imprese un pericoloso aggravamento delle condizioni e renda sempre più concreti gli obiettivi di uno sviluppo sostenibile capace di tenere assieme crescita economica, coesione sociale e salvaguardia ambientale”.
Da qui il riferimento al tema dell'intelligenza artificiale. “Come ogni altro fattore di sviluppo tecnologico – ha precisato - deve essere gestito come opportunità per organizzare meglio il lavoro. Ma nessuno può essere scalzato da un algoritmo o diventarne schiavo”.
Rossi ha quindi ricordato i modi per affermare un lavoro di qualità. “Un lavoro di qualità lontano da ogni forma di sfruttamento adeguatamente retribuito, svolto in piena sicurezza contrastando, come giustamente richiamava il sindaco Rasero, la piaga degli infortuni delle malattie professionali. Poi dobbiamo saper coinvolgere di più giovani e donne. Nel primo caso, affrontando più convintamente il fenomeno di chi, tra giovani, si trova fuori dai percorsi di studio, formazione e di lavoro. Nel secondo, contrastando la diffusione del part-time involontario e riducendo l'ingiustificato divario retributivo rispetto agli uomini, nella logica di affermare una reale parità di genere. E ancora, in generale, attraverso la contrattazione nazionale e decentrata, con quella di secondo livello deve essere estesa a tutte le realtà, molto più di quanto riusciamo a fare oggi”.
Infine, il riferimento al recente decreto lavoro del Governo, “di cui nelle ultime ore abbiamo acquisito il testo”. “Prevede alcune importanti misure in queste direzioni, ma non esaurisce il quadro delle necessità. Serve un patto tra istituzioni e parti sociali che renda più equo il fisco e più equilibrato il sistema previdenziale, che deve dare risposta sia alle rivalutazioni delle pensioni attuali sia alla necessità di dare una prospettiva previdenziale ai giovani di oggi, alle prese con carriere decisamente discontinue”.
La manifestazione è quindi terminata con l'intrattenimento musicale a cura di Federico De Martino.
Photogallery e video di Agostino Santangelo
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