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Economia

Aumento del gasolio agricolo: in tilt l'agricoltura

Dopo le tensioni in Medio Oriente il prezzo cresce di oltre il 35% in pochi giorni, Cia Alessandria-Asti: «Il settore non può sostenere nuovi rincari»

Aumento del gasolio agricolo: in tilt l'agricoltura

Le tensioni internazionali tornano a pesare anche sull’economia locale. A pochi giorni dallo scoppio del conflitto in Medio Oriente, il prezzo del gasolio agricolo ha registrato un’impennata improvvisa, mettendo in difficoltà le aziende del settore primario.

Nel giro di quarantotto ore il costo del carburante utilizzato nei campi è aumentato di oltre il 35%, passando da circa 0,64 centesimi al litro fino ad arrivare oltre un euro. Un rincaro che arriva in un momento particolarmente delicato dell’anno: quello in cui gli agricoltori si preparano ad avviare i lavori primaverili, con un utilizzo intensivo di macchinari e mezzi agricoli.

L’aumento dei costi non riguarda però soltanto il carburante. Anche il prezzo dei concimi ha subito un’impennata significativa, con rialzi che sfiorano il 40% nel giro di pochi giorni, contribuendo ad aggravare una situazione già complessa per molte aziende.

A lanciare l’allarme è CIA - Confederazione Italiana Agricoltori delle province di Alessandria e Asti. «In preparazione dei lavori primaverili, questa speculazione si abbatte con forza sugli agricoltori – commenta la presidente Daniela Ferrando –. Si tratta di un comparto che già fatica a ottenere prezzi adeguati per i propri prodotti e che deve confrontarsi con politiche europee che non condividiamo, come il Mercosur e il Fondo unico».

Secondo l’associazione di categoria, il rischio è che l’ennesimo aumento dei costi di produzione finisca per comprimere ulteriormente i margini delle aziende agricole. Per questo la Cia sta lavorando per chiedere l’introduzione di misure compensative che possano alleggerire il peso economico che grava sul settore.

Anche il direttore Paolo Viarenghi sottolinea come la situazione internazionale si intrecci con alcune scelte di politica interna. «Gli scenari geopolitici si sommano a questioni nazionali – spiega –. Anche il decreto bollette, per quanto riguarda i tagli previsti al settore agricolo sulle energie rinnovabili, dovrebbe essere rivisto».

Secondo Viarenghi, senza interventi correttivi il rischio è che l’aumento dei costi finisca per influenzare direttamente le scelte imprenditoriali delle aziende agricole. «Se questa tendenza dovesse continuare – conclude – le imprese saranno costrette ad adeguarsi al nuovo contesto economico, con possibili ripercussioni anche sulla qualità e sulla quantità delle produzioni».

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