Sociale
13 Gennaio 2026 17:20:00
Disabilità e inclusione, in Regione le proposte di Cisal e A.I.T.H. su lavoro, assistenza e istruzione
Si è tenuto nella sede della Regione Piemonte un incotro strategico per definire nuove linee guida sulla gestione della disabilità, con un'attenzione particolare ai temi del lavoro, dell’assistenza e dell'istruzione. L'incontro ha visto protagonista una delegazione congiunta astigiana del sindacato Cisal e dell’A.I.T.H. (Associazione Italiana Tutela Handicap) ricevuta dai referenti tecnici dell’amministrazione regionale per avviare un confronto su un modello di welfare che accompagni il disabile in ogni fase della propria esistenza,.
Al tavolo hanno partecipato Arduino Adelchi Ghittino, commissario regionale A.I.T.H. e commissario Cisal di Asti e Alba, Giovanni Felago, responsabile formazione e istruzione, Vincenzo Filoramo, segretario regionale Faisa – Cisal e Anna Maria Novelli, coordinatrice responsabile A.I.T.H. per la disabilità per Asti e provincia. La delegazione è stata accolta da un team della Regione composto da Stefania Ferrarotti, incaricata dei progetti per l’inclusione socio lavorativa, Germana Romano, dirigente per l’istruzione scolastica e l’Università, Gabriella Delmastro, referente per la formazione professionale e Andrea Navarra, responsabile la formazione e l’inclusione.

La delegazione astigiana della Cisal - A.I.T.H. che ha incontrano i funzionari della Regione Piemonte
Durante il colloquio, l'A.I.T.H. ha ribadito l'importanza di una gestione della disabilità che non si limiti all'assistenza immediata, ma che sappia guardare al futuro attraverso un percorso strutturato. Questo approccio parte dal supporto tempestivo alla famiglia nel momento cruciale della scoperta della disabilità, sia essa presente dalla nascita o sopraggiunta a causa di malattie, traumi o incidenti stradali. Per garantire una reale integrazione, la strategia proposta si snoda attraverso il potenziamento dell'istruzione e della formazione, pilastri fondamentali per favorire successivi inserimenti lavorativi e abitativi volti a massimizzare l'indipendenza della persona,.
Un punto nodale della discussione ha riguardato il cosiddetto "Dopo di noi", vale a dire la pianificazione del futuro del disabile per quando non potrà più contare sul sostegno dei propri cari, e la necessità di un supporto concreto ai caregiver. Su questo fronte, è stata avanzata la richiesta di prevedere l'inserimento in famiglia di personale qualificato, come OSS o badanti, nei casi in cui il soggetto non sia in grado di condurre una vita autonoma.
Parallelamente, la proposta tocca anche l'ambito sanitario, con l'ipotesi di creare corsie preferenziali per l'accesso ai servizi di pronto soccorso, alle visite mediche e agli esami strumentali, oltre all'istituzione di gruppi di ascolto dedicati sia ai disabili sia ai loro assistenti. L'iniziativa non mira solo a interventi tecnici, ma aspira a promuovere un vero e proprio movimento culturale che aiuti la società ad affrontare il tema della disabilità con maggiore consapevolezza, serenità e senza timori.
Quello di Torino rappresenta solo il primo di una serie di incontri che l'A.I.T.H. intende organizzare, in collaborazione con la Regione e le realtà territoriali, con l'obiettivo di stimolare l'autonomia individuale laddove possibile o, in alternativa, garantire un sostegno totale e costante al disabile e ai suoi famigliari. Come evidenziato dai rappresentanti associativi a margine dell'incontro, «occuparsi di questi temi significa elevare il livello di civiltà della comunità, compiendo, allo stesso tempo, un atto di amore».
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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