Ospedale di Asti
16 Gennaio 2026 15:33:00
I numeri, da soli, parlano di una situazione equiparata a quella dell’anno scorso, ma quest’anno la percezione di ingolfamento del Pronto Soccorso durante le festività e durante il primo picco influenzale è decisamente superiore.
Complice sicuramente anche i giorni di Natale, Santo Stefano, Capodanno ed Epifania che, per ragioni di calendario, “sono caduti” a puntino per lunghi ponti dei medici di base, fra giorni di festa veri e propri e prefestivi. E le Guardie Mediche, da parte loro, hanno fatto quel che hanno potuto ma il risultato è stato il ricorso al Pronto Soccorso dell’ospedale come unico presidio sanitario attivo.
I numeri, dicevamo. Dal 23 dicembre al 6 gennaio i passaggi al Pronto Soccorso di Asti sono stati 2.694, con una media di circa 180 al giorno.
Il raffronto con il 2024, con i dati forniti dall’Asl, fa emergere una sostanziale parità di passaggi nello stesso periodo. Anzi, persino qualcuno di più, visto che furono 2.789.

Tirati per la giacchetta sono soprattutto i medici e il loro presidente astigiano, il dottor Claudio Lucia, ha le idee ben chiare su come evitare gli intasamenti del Pronto Soccorso da codici bianchi e verdi.
«Serve un patto forte con le Case della Salute sul territorio - spiega - Se durante i periodi festivi, a turno, ci fossero medici che fanno da “filtro”, visitando i pazienti, prescrivendo le terapie e inviando in ospedale solo i casi più gravi, al Pronto Soccorso arriverebbero davvero solo quelli che necessitano di cure più specialistiche ed intensive. Questo - sottolinea ancora il dottor Lucia - andrebbe a vantaggio del Pronto Soccorso i cui medici e infermieri potrebbero dedicarsi con più serenità ai loro pazienti e andrebbe a vantaggio dei pazienti che trovano soluzioni senza lunghe e complesse attese in ospedale».
Ma c’è un altro consiglio che il presidente dell’Ordine si sente di dare.
«Ogni anno ci sono uno o più picchi influenzali e ogni anno si sa esattamente quando “cadono” le chiusure per festività natalizie. Possibile che non si riesca a mettere a punto un piano di prevenzione adeguato con un potenziamento di personale e apparecchiature sia per le Case della Salute che delle Guardie Mediche?».
Ma ce n’è anche per i pazienti.
«Applicate per l’influenza stagionale le stesse regole d’oro che si adottavano per evitare il contagio Covid: mascherine, disinfettanti per le mani, niente locali affollati. Già questo ridurrebbe la diffusione del virus».

Una situazione, quella di forte pressione in Pronto Soccorso, che viene commentata anche dai sindacati Nursind e Nursing Up, in prima linea ogni giorno, anche quelli sotto Natale e Capodanno.
«Sul fronte pediatrico la situazione è ancora più evidente - sottolinea Enrico Mirisola, Nursing Up - febbre, influenze, tosse e disturbi lievi finiscono direttamente in Pronto Soccorso, non per scelta, ma perché nei giorni festivi manca una risposta territoriale organizzata. Il Pronto Soccorso, sia per adulti che per bambini, non può diventare il parafulmine delle carenze del sistema sanitario territoriale, né l’unico servizio accessibile durante le festività».
In questa occasione torna a ribadire una delle sue proposte il Nursind, per voce del segretario Gabriele Montana: «Il sistema sanitario deve dare risposte sempre a tutti gli utenti, dai più gravi a quelli meno. Per migliorare il servizio siamo convinti sia necessario contrattualizzare i medici di base per evitare “buchi” di assistenza come quelli registrati durante le festività. Intendiamoci, nessuno vuole puntare il dito sui medici nè privarli del diritto alle ferie, ma serve garantire il diritto alla salute dei cittadini. Sempre».

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