Speciale
27 Gennaio 2026 10:29:51
Un anno di sport, ripercorriamo un 2025 che ha ancora una volta raccontato storie che restano impresse nelle mente
Passione. Un requisito imprescindibile per inseguire i sogni e raccontare favole sportive che si rispettino. Senza il “fuoco sacro” nessuno dei nostri campioni dello sport sarebbe riuscito a darci lo spunto per l'articolo perfetto. Ci lasciamo alle spalle un 2025 che ancora una volta evidenzia le belle imprese dei singoli, nel quale ancora una volta “Il Sole 24 Ore” ci inserisce nelle zone basse dell'indice di sportività, e lo sport di squadra ha faticato a emergere.
Sappiamo bene però che per un progetto ambizioso servono budget importanti, ma ad Asti, nello sport di squadra, servono soprattutto progetti e idee per sopravvivere. Teniamoci stretti quindi i mecenati del nostro sport, che, è giusto dirlo, fanno della passione il loro credo, e auguriamoci che possano presto avere al loro fianco altri imprenditori pronti a costruire assieme a loro realtà sempre più grandi.
Se l'ASD Asti lotta in zona playout in Serie D, Monferrato Rugby e SBA sono retrocesse di categoria, il plauso meritato è per un Cime Careddu che nel volley sale in Serie B2 e un Orange Futsal che, con pazienza, sembra ora pronto a cogliere i frutti del lavoro svolto con il proprio settore giovanile, al vertice della Serie A2.
Tra i campioncini c'è da sbizzarrirsi: la crescita di Filippo Iacocca, gli sprint di Rachele Torchio, l'imbattibilità di Etinosa Oliha, il talento motoristico di “Manu” Olivieri, l'incredibile stagione di Lucia Tassinario nel nuoto, di Annachiara Allara e Valentina Martinescu (oltre a molti altri) nel pentathlon. Se però dovessimo eleggere lo sport al top del 2025 è innegabile citare il ciclismo: il sorriso di Matilde Vitillo, che torna a vincere, l'azzurro di Roberto Capello, la resilienza di Stefano Goria. I tre moschettieri delle due ruote che ci fanno sognare, al pari di Azzurra Gallo nel calcio femminile, ai tanti talenti sbocciati ad Asti e ora protagonisti tra i professionisti nel calcio maschile, le certezze coach Greguoldo, ormai maestro di pugilato di rilievo internazionale, e PlayAsti, con delle “Incredibili” sempre più tali.
Difficile riassumere dodici mesi senza dimenticare qualcuno, e, se l'abbiamo fatto, ce ne scusiamo. «Vedi Molinari, l'importante non è quello che provi alla fine di una corsa... L'importante è quel che provi mentre corri...», diceva il nostro Giorgio Faletti, e noi non possiamo che condividere. Grazie per le emozioni, grazie per la passione, anche se non sempre i risultati premiano gli sforzi. E buon 2026.
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Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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