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Un lettore

«Devo buttare la mia auto ancora funzionante perché non ci sono bombole a metano autorizzate»

Lo strano caso di un automobilista che segnala una stortura nelle omologazioni

 «Devo buttare la mia auto ancora funzionante perché non ci sono bombole a metano autorizzate»

E' un caso strano quello segnalato da un nostro lettore di Albugnano, che però interessa molti automobilisti fedeli "metanisti".

«Sto vivendo una situazione surreale - scrive il signor Mario Gangi - Ho una Volvo S60 bifuel benzina/metano del 2006  in ottime condizioni generali (praticamente come nuova).

Da circa un anno ho girato vari centri per effettuare la revisione del veicolo e ho ricevuto da tutti questa stessa assurda risposta:"l'auto non può essere revisionata perché le bombole che contengono il rifornimento di metano sono scadute  e quindi devono essere sostituite con delle bombole nuove». Fin qui niente di strano come sanno tutti gli automobilisti che viaggiano a gpl o metano. «Però - prosegue il racconto di Gangi - mi dicono tutti che le bombole non sono reperibili perché la ditta che le produceva è fallita e il Ministero dei trasporti non ha dato specifiche di inserimento con bombole che abbiano le stesse caratteristiche e che possano essere usate per la sostituzione. Morale della favola, mi dicono tutti che devo buttare l'auto. Mi sembra surreale che un cittadino debba buttare l'auto perché un'azienda fallisce e nessuno, dico nessuno, si preoccupa di dare assistenza per la soluzione del problema diversa dalla rottamazione dell'auto. E  le motorizzazioni italiane non possono scaricare sul cittadino l'onere  di trovare una soluzione alternativa».

Alternativa che Gangi avrebbe anche trovato.

«Ho pensato di eliminare il metano e sostituirlo con un impianto GPL di nuova generazione. Ma anche qui la Motorizzazione di Asti ha scaricato su di me l'onere di trovare un precedente perché loro non si prendono la responsabilità.  Chissà se c'è qualcuno fra i lettori del giornale che abbia le   competenze possano risolvere un problema che non può essere scaricato al cittadino».  

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