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A Cuneo la seconda assemblea di Confcooperative Piemonte Sud

385 imprese cooperative, oltre 35.000 soci e 15.000 occupati per un modello che unisce crescita economica, coesione sociale e futuro delle comunità

A Cuneo la seconda assemblea di Confcooperative Piemonte Sud

Si è svolta mercoledì 11 febbraio a Cuneo la seconda Assemblea di Confcooperative Piemonte Sud, un momento di confronto che ha riunito imprese cooperative, rappresentanti istituzionali e protagonisti del mondo economico attorno a un tema centrale: il futuro delle comunità locali passa anche – e soprattutto – dall’economia sociale.

L’incontro ha messo in evidenza il peso concreto del sistema cooperativo nel Sud Piemonte. Sono 385 le imprese aderenti, con oltre 35 mila soci e 15 mila occupati, per un volume d’affari complessivo che raggiunge 1,5 miliardi di euro. Un tessuto articolato, dove il comparto agricolo incide per più della metà del fatturato complessivo dell’unione territoriale, mentre il settore sociale e sanitario rappresenta il principale bacino occupazionale. A completare il quadro, il sistema del credito cooperativo: nove Banche di Credito Cooperativo, 150 mila soci, 1.500 lavoratori e 12 miliardi di raccolta diretta. Numeri che fotografano una realtà radicata e strutturale per l’economia e la coesione del territorio.

Nel suo intervento, il presidente di Confcooperative Piemonte Sud, Mario Sacco, ha richiamato l’esigenza di consolidare e rafforzare questo percorso. Ha sottolineato come la cooperazione abbia saputo coniugare crescita economica e valore sociale, dimostrando di essere uno strumento efficace per rispondere ai bisogni delle comunità. Tra le priorità indicate, l’attenzione al lavoro nella cooperazione sociale, il coinvolgimento delle nuove generazioni e la qualità dell’occupazione nel comparto agricolo, temi considerati strategici per la tenuta e l’evoluzione del sistema.

Il presidente di Confcooperative Piemonte Sud Mario Sacco

Uno sguardo più ampio è arrivato dal presidente nazionale di Confcooperative, Maurizio Gardini, che ha collocato il dibattito in una prospettiva europea e di lungo periodo. Ha ribadito la necessità di riequilibrare le dinamiche di una globalizzazione spesso priva di regole, promuovendo un’Europa capace di mettere al centro persone e comunità. Un modello, quello cooperativo, fondato su responsabilità e visione intergenerazionale, chiamato a costruire oggi per consegnare valore alle generazioni future.

Anche la Regione Piemonte, rappresentata dall’assessore Marco Gallo, ha evidenziato il ruolo dell’economia sociale come elemento imprescindibile per lo sviluppo delle comunità. Il modello cooperativo è stato indicato come presidio territoriale in grado di unire crescita economica, inclusione e prossimità ai cittadini.

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