Comunità
14 Febbraio 2026 11:58:00
Una sala gremita e carica di attenzione ha accompagnato, l’11 febbraio scorso, lo spettacolo “Pierre e Marie Curie, una coppia brillante”, andato in scena alla Sala Pastrone di Asti in occasione della Giornata mondiale delle donne e delle ragazze nella scienza.
L’evento è stato proposto in tre diverse rappresentazioni: due al mattino, dedicate agli studenti dei licei astigiani e ai loro insegnanti, e una serale aperta alla cittadinanza. Un’iniziativa che ha saputo coniugare divulgazione scientifica, teatro e riflessione civile, coinvolgendo un pubblico eterogeneo per età e sensibilità.
La serata è stata organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Asti insieme al MAGMAX – Museo astense di mineralogia, con la collaborazione del Soroptimist Club di Asti e dell’AIDM – Associazione Italiana Donne Medico, sezione di Asti. Una rete di realtà cittadine unite dall’obiettivo di valorizzare il ruolo delle donne nella scienza e promuovere modelli positivi per le nuove generazioni.

La presidente dell'associazione AIDM Asti Maria Gabriella Saracco e la presidente di Soroptimist Club Asti Valeria Guasco
Sul palco Massimo Tomalino e Francesca Busa, fondatori del museo e interpreti di Pierre e Marie Curie, hanno dato voce ai due scienziati attraverso dialoghi tratti dai loro diari originali. Ne è emerso un racconto intenso e coinvolgente delle loro vite, segnate dalla passione per la ricerca e dalla scoperta del polonio e del radio, risultati che valsero loro il premio Nobel. Un percorso culminato con un primato storico: Marie Curie fu la prima – e tuttora unica – donna a ricevere due premi Nobel.
Ad arricchire la rappresentazione, l’accompagnamento musicale di Beatrice Orlandi, capace di restituire attraverso le note l’atmosfera culturale dell’epoca, e le voci narranti di Elisabetta Testa e Tullio Parise, che hanno contribuito a costruire una cornice suggestiva e coerente.
Particolarmente significativo il momento di confronto con gli studenti nella sessione mattutina: i ragazzi hanno potuto dialogare con professioniste astigiane attive nei settori STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica), in un dibattito coordinato dal giornalista Beppe Rovera. Un’occasione concreta per avvicinare i giovani al mondo della ricerca e delle professioni scientifiche, superando stereotipi ancora radicati.
Lo spettacolo non si è limitato a raccontare la storia di due premi Nobel, ma ha offerto spunti profondi di riflessione: la dedizione allo studio, la tenacia nell’affrontare difficoltà economiche e istituzionali, la fatica – soprattutto per una donna in quell’epoca – di affermarsi in un ambiente accademico maschile. È emersa la forza di un amore fondato sul rispetto reciproco, la convinzione che la scienza debba essere libera e condivisa, la determinazione nel rifiutare scorciatoie o compromessi lontani dai propri ideali.

Una narrazione che ha parlato al presente, ricordando come la ricerca sia prima di tutto un atto di passione, coraggio e responsabilità verso l’umanità. Una vera lezione di vita, capace di attraversare il tempo e di accendere, soprattutto nei più giovani, il desiderio di inseguire i propri sogni senza lasciarsi fermare dai limiti imposti dalla società.
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